Rolf Lappert – Pampa Blues

Pampa bluesWingroden è un paese sperduto nel nordest della Germania. Ci sono una pompa di benzina, un’autofficina, un negozio di alimentari, una vetreria abbandonata, un pub, qualche fattoria e una decina di abitanti, tra cui Maslow, tanto innamorato del suo paese da cercare da anni di far arrivare i turisti, anche se persino i quotidiani arrivano vecchi di due giorni. Poi c’è Ben, sedici anni, che ha smesso di frequentare una scuola per un apprendistato in un vivaio gestito da Karl. Peccato che, in capo a un anno, il vivaio sia praticamente chiuso e Karl perda la memoria. Karl ha ottant’anni ed è il nonno di Ben, che se ne prende cura ogni giorno reinventandosi nel ruolo di badante, dandogli da mangiare, lavandolo, portandolo in giro su un tuk tuk che si è costruito da solo, visto che è un genio della meccanica.

Gli altri abitanti del paese sono una sorta di Bar Sport rivisitato che si ritrova ogni sera al pub: chi fantastica di avere intorno torme di turisti; chi spasima per l’unica donna residente e guarda incessantemente tristi film d’amore; chi ha un fervido credo religioso; chi ripete da anni gli stessi gesti. Ben sopravvive aggrappato al sogno di compiere diciotto anni e andarsene in Africa, dove ha lavorato e dove è morto suo padre: sa tutto di quel continente, ha letto ogni libro possibile e spera, sopravvivendo in quel mondo sempre uguale. Fino al giorno in cui Maslow non si mette in testa di simulare l’arrivo degli ufo per attirare giornalisti e curiosi e in paese arriva Lena, ragazza misteriosa su cui tutti fanno ipotesi ma che nessuno sa chi sia.

Ironico e crudelmente realistico; sarebbe bello trovarlo in qualche lista di libri consigliati per le classi delle superiori.

(Articolo ripreso da Le Letture di Biblioragazzialcuni diritti riservati)

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