Parlare Civile: per riflettere sull’uso delle parole

Clandestino e vu’ cumprà, handicappato e diversamente abile, delitto passionale e femminicidio, gay e trans. Sono termini corretti o sbagliati? Il motto di Parlare Civile, la risorsa online curata da Redattore Sociale, agenzia giornalistica che si occupa di tematiche sociali, e ospitata tra le banche dati di MediaLibraryOnLine, è:

 “Non esistono parole sbagliate. Esiste un uso sbagliato delle parole”.

parlarecivile
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In orbita con [Biblio]MediaBlog!

L’astronomia e l’universo hanno da sempre affascinato l’uomo, ma è a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso che è iniziata la cosiddetta corsa allo spazio, costellata da grandi imprese. Tra le più significative, ricordiamo quella del cosmonauta Jurij Gagarin, primo essere umano a volare nello spazio in orbita ellittica attorno alla Terra (la sua missione iniziò il 12 aprile 1961), mentre Valentina Vladimirovna Tereškova fu la prima donna astronauta, in missione il 16 giugno 1963. Pochi anni dopo, il mondo intero poté assistere in diretta televisiva ad un grande evento, ovvero il distacco dell’Eagle dal modulo di comando Columbia che portò sulla Luna Armstrong e Aldrin, i due astronauti della missione Apollo 11: era il 20 luglio 1969.

Bean Samples The Ocean of Storms

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Perché avere un blog istituzionale?

Questa settimana abbiamo deciso di tradurre un post molto interessante (lo trovate qui) che Ned Potter, bibliotecario accademico della York University e trainer professionale nell’ambito della comunicazione, ha pubblicato sul suo blog Ideas for communication. Il post infatti spiega in modo chiaro ed efficace quali siano le ragioni alla base della scelta di comunicare attraverso un blog, e perché questo sia particolarmente indicato per le istituzioni pubbliche: ragioni che condividiamo e che noi stessi avevamo preso in considerazione quando abbiamo creato [Biblio]MediaBlog. Vi ricordiamo che il blog di Ned Potter adotta la licenza CC BY-NC, il che vuol dire che può essere riutilizzato liberamente alle sole condizioni di citarne l’autore e di non farne un uso commerciale. Buona lettura!

FireShot Screen Capture #006 - 'Why have an institutional blog_ — Ned Potter' - www_ned-potter_com_blog_why-have-an-insitutional-blog

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Come funziona Adobe Digital Editions su Linux

Nei post dedicati agli ebook abbiamo parlato spesso delle protezioni applicate da alcuni editori: i Digital Rights Management, più noti come DRM. Per aprire questo tipo di file è necessario utilizzare Adobe Digital Editions, un programma della Adobe Systems basato sulla tecnologia Adobe Flash.

Le versioni di Adobe Digital Editions per i sistemi operativi Windows e Mac sono disponibili gratuitamente dal 2007, e la casa produttrice aveva annunciato anche una versione per Linux entro la fine del 2007, ma questa idea fu poi accantonata.

Fortunatamente per gli utenti Linux esiste un programma di supporto che è in grado di rendere utilizzabile Adobe Digital Editions: stiamo parlando di Wine. Continua a leggere

Le Variazioni Goldberg: Glenn Gould, un interprete speciale

“L’opera è stata concepita come un’architettura modulare di 32 brani, disposti seguendo schemi matematici e simmetrie che le conferiscono tanta coesione e continuità da non avere eguali nella storia della musica. Insieme all’Arte della fuga può essere considerata il vertice delle sperimentazioni di Bach nella creazione di musica per strumenti a tastiera, sia dal punto di vista tecnico-esecutivo, sia per lo stile che combina insieme ricerche di alto livello musicali e matematiche.”
Variazioni Goldberg, Wikipedia (in data 30 ottobre 2014)

Goldberg-titlepageAnche se non si è degli appassionati di musica classica è difficile non aver mai sentito l’aria attorno alla quale sono costruite le Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach, opera composta – originariamente per clavicembalo – fra il 1741 e il 1745 e pubblicata a Norimberga dall’editore Balthasar Schmid (qui a fianco il frontespizio originale).

Un’opera complessa e affascinante come questa non poteva non incontrare l’interesse di migliaia di esecutori nei secoli successivi. Nel corso del Novecento, uno in particolare ha associato indissolubilmente il proprio nome a quest’opera, Glenn Gould, autore di genio e interprete acclamato di Bach, così come di altri classici come Beethoven, Mozart e dell’opera degli autori per pianoforte del XX secolo. Continua a leggere