Come scegliere un tablet per bambini

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I tablet sono sempre più diffusi in Italia come nel resto del mondo e anche se il mercato non registra più le crescite a tre cifre degli ultimi anni, continua comunque a crescere anno dopo anno. A differenza di smartphone e cellulari che, per loro natura, predispongono ad un utilizzo privato, è facile immaginare l’uso del tablet come uno strumento di famiglia da tenere a portata di mano per consultare velocemente un sito internet, vedere le foto delle vacanze, giocare o portarlo in viaggio per rimanere sempre connessi alla rete.
Ma se i piccoli di casa volessero un tablet tutto per loro? Come comportarsi? Quale dispositivo scegliere? Proviamo a dare qualche risposta.

L’opportunità di un tablet ad uso esclusivo dei bambini

Le mani sono gli strumenti dell’intelligenza umana. Maria Montessori

Esperimenti sui nativi digitali, o presunti tali, cominciano a far pensare che i bambini, anche molto piccoli, si sforzino di dare un senso a quello che vedono sugli schermi e cerchino di trasformare le sequenze di immagini in un racconto coerente. Naturalmente, più il bambino è piccolo più è importante l’interazione con il genitore, che svolge la funzione di mediatore tra le sequenze viste sullo schermo e l’elaborazione di un pensiero complesso come la comprensione dei contenuti con i quali si interagisce.

La diffusione della prima tavoletta, l’iPad, risale al 2010: troppo poco per avere certezze sulle conseguenze dell’uso di queste tecnologie che rapidamente sono entrate a far parte della vita di molte famiglie. I pareri degli esperti sono spesso discordanti. Per citarne alcuni, il neuroscienziato tedesco Manfred Spitzer nel suo libro Demenza digitale sostiene che l’uso massiccio delle tecnologie di consumo possa compromettere la nostra capacità di concentrarci e riflettere; di contro Paolo Ferri, docente di Tecnologie didattiche e Teoria e tecnica dei nuovi media presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Milano Bicocca, nel suo saggio I nuovi bambini sostiene invece che videogiochi, internet e nuove tecnologie in genere, possano portare dei vantaggi ai loro giovani fruitori, purché l’utilizzo che che se ne fa sia consapevole e mediato da genitori ben informati.

Il dibattito naturalmente è ancora aperto, ma – una volta stabilito se acquistare un tablet ai piccoli di casa per uso personale – è importante riflettere sullo strumento che stiamo dando loro, sulle sue caratteristiche e modalità di utilizzo, sulle regole da seguire per sentirsi e per farli sentire più sicuri. Segnaliamo a questo proposito tre siti interessanti:

Le caratteristiche tecniche di un buon tablet

Siamo dunque arrivati alla fase più tecnica del percorso: quale dispositivo scegliere? In commercio esistono tablet di diverso tipo, per adulti e per bambini o adolescenti. La qualità dei prodotti può essere paragonata facilmente attraverso siti specializzati come questo dedicato ai tablet per bambini, o questo dedicato ai tablet per adulti, ma ci sono alcuni elementi a cui prestare particolare attenzione. Vediamoli insieme:

Schermo: probabilmente uno schermo da 7 pollici è più adatto per essere maneggiato dalle mani di un bambino, il dispositivo risulta più leggero e maneggevole rispetto ad un 10 pollici. La risoluzione dello schermo è altrettanto importante: verificate le caratteristiche tecniche comparando i DPI dello schermo, più sono alti migliore è la qualità visiva.

Sistema operativo: i sistemi operativi disponibili al momento sul mercato sono: iOS, Windows RT e Android. I primi due sono sistemi proprietari, il che significa che sono ad uso esclusivo delle case produttrici o di quelle che hanno stipulato un accordo commerciale con le stesse: Apple per Ios e Microsoft per Windows RT – anche se sono disponibili altri tablet con questo sistema operativo, come ad esempio Samsung e HP.
Android si basa invece sul software libero Linux ed è utilizzato da diversi produttori che vendono tablet anche molto differenti tra loro, sebbene abbiano tutti in comune lo stesso sistema operativo: ci sono casi in cui l’ambiente di lavoro è blindato e le app si possono scaricare solo da uno store predefinito, e altri in cui l’utente finale è libero di scaricare app dai classici store (Google Play e lo store del marchio) oppure di installare pacchetti .apk da sviluppare attraverso specifiche app di installazione: in questo modo si possono installare programmi anche non distribuiti attraverso gli store.

Installare le sole applicazioni predefinite offre il vantaggio che il bambino ha a disposizione solo app dal contenuto verificato e testato. Di contro non è possibile installare applicazioni, anche molto interessanti e serie, che nello store predefinito non sono presenti (nel caso di alcuni dispositivi, come il Kindle Fire, è tuttavia possibile abilitare l’installazione di app da store non ufficiali, ma i passaggi sono piuttosto macchinosi).

Altrettanto importante, nel caso si desideri che il tablet venga utilizzato anche come ereader, è verificare che possa leggere i formati .epub e che sia compatibile, anche attraverso la mediazione di specifiche app, con il sistema di protezione DRM Adobe ancora utilizzato da molti editori.

Infine un’ultima nota sui sistemi operativi: è bene verificare quale versione di sistema offrono i tablet, più la versione è recente maggiori sono le app compatibili.

Hardware: i moderni sistemi operativi e la qualità dei giochi che si possono installare è ormai così elevata che è bene verificare le caratteristiche tecniche dei prodotti prima di acquistarne uno. Il tablet necessiterà di almeno 1 GB di RAM, un processore dual-core di 1 Ghz (o superiore) e almeno 16 GB di memoria, meglio ancora se c’è la possibilità di aggiungere anche una scheda microSD. La fotocamera è un altro elemento da valutare, alcuni dispositivi ne sono sprovvisti, è bene chiedersi quali siano le necessità di utilizzo da parte del bambino. Alcuni tablet consentono di inserire una scheda SIM per avere connessione internet anche quando non è disponibile una wifi. E’ importante sottolineare però che la scelta di dotare un tablet per bambini di un simile strumento va ben ponderata. Non va dimenticato che, attraverso l’abbonamento telefonico, i bambini avranno accesso a telefonate e chat private (ad esempio Whatsapp) e che queste comunicazioni potrebbero avvenire anche fuori dal controllo dei genitori. Se si ritiene importante dotare il dispositivo di questo servizio è bene informarsi su quali app utilizzare per bloccare le chiamate (ad esempio Kids Palace per Android), informandosi prima delle licenze che si devono accettare per usufruire del servizio, oppure sentire l’operatore telefonico scelto per applicare il blocco selettivo delle chiamate.

Prezzo: i prezzi sono molto diversi e variano in base alle caratteristiche del tablet, al marchio prescelto e alle offerte che si trovano nei negozi tradizionali e online, si va dai 100 agli 800 Euro circa, con prestazioni e possibilità anche molto differenti.

Accessori: i tablet per bambini sono pensati per essere maneggiati dai più piccoli, sono robusti ed ergonomici. Nel caso scegliate invece un tablet non pensato per bambini è bene dotarlo di una robusta custodia: in commercio ce ne sono tantissime pensate proprio per loro, sono colorate, resistenti e molto fantasiose.
Un altro accessorio che potrebbe risultare utile è il car holder, ovvero un gancio specifico per l’automobile che permette di portare il tablet in viaggio: i bambini potranno guardare un cartone animato o un film e distrarsi un po’ nell’attesa dell’arrivo a destinazione; si può aggiungere, in questo caso, anche un carica batteria per auto.
Infine si può dotare il tablet di cuffie, utili ad esempio in luoghi molto affollati e rumorosi o nei quali, al contrario, non è possibile disturbare.

Prossimamente dedicheremo un post specifico alle risorse per bambini presenti in MediaLibrary Online e fruibili tramite tablet, tuttavia vorremmo chiudere con una considerazione importante: i tablet, per la loro immediatezza, sono ottimi strumenti educativi e di svago per bambini e ragazzi, oltre ad essere un valido supporto per disturbi specifici di apprendimento come la dislessia, ma la mediazione e le attenzioni degli adulti di riferimento sono indispensabili per acquisire consapevolezza nell’uso dei nuovi mezzi di comunicazione.

Le nuove generazioni, definite da alcuni native digitali, sono multitasking e hanno una percezione immediata di come muoversi nella grafica dei programmi a loro disposizione, ma spesso non conoscono le basi degli strumenti che utilizzano quotidianamente, che siano nozioni di hardware (avete mai provato ad aprire un tablet per estrarre la batteria?) o software (come si muovono i personaggi di un videogioco?). Una maggiore attenzione a come si producono i contenuti della rete, comprese anche le caratteristiche tecniche non visibili superficialmente, renderà i bambini di oggi fruitori più attenti e responsabili domani.

In Italia ci sono molte iniziative di sensibilizzazione legate a queste tematiche. Segnaliamo in particolare il movimento Coderdojo che va proprio in questa direzione: presentare in modo giocoso e adatto all’età dei bambini e ragazzi il “fare digitale”, attraverso programmi che permettono di creare il proprio videogioco, il proprio robot, ecc. Su www.coderdojoitalia.org trovate tutti i movimenti coderdojo riconosciuti che offrono questo servizio gratuitamente.

Per altre iniziative specifiche di carattere locale chiedete informazioni nelle vostre biblioteche o nelle scuole di maker più vicine alla vostra città.

Immagine di Eric Peacock, alcuni diritti riservati.