Fumetti su MLOL: Nevermind di Tuono Pettinato

nevermindNella collezione di ebook in download di MediaLibraryOnLine si trovano manuali, saggi, romanzi e racconti ed anche una raccolta di fumetti e/o graphic novel che si sta pian piano arricchendo. Li si può facilmente trovare nella nostra biblioteca digitale grazie alla ricerca per argomenti, seguendo il percorso Letteratura e studi letterari> Narrativa e argomenti correlati>Narrativa a fumetti.
Si tratta di narrazioni in cui, ovviamente, il disegno è fondamentale e che, per questo motivo, vi consigliamo di leggere su tablet, sia per la presenza del colore che per la migliore risoluzione dell’immagine, ma anche perché si tratta di ebook in formato pdf che non si adattano alla dimensione dello schermo e che, se letti su smartphone o su ereader, costringerebbero ad un fastidioso scrolling.

Tra i titoli presenti, abbiamo scelto di segnalarvi Nevermind di Tuono Pettinato edito dalla Rizzoli Lizard, un bellissimo graphic novel dedicato a Kurt Cobain – il cantante e chitarrista dei Nirvana morto suicida nel 1994 – e pubblicato a vent’anni dalla sua scomparsa.

I ragazzini come Kurt, nati sul finire degli anni sessanta, non avevano vissuto l’esperienza di una guerra mondiale, non avevano combatutto in Vietnam. Nell’America della guerra fredda e della repressione culturale, il divorzio, la solitudine e l’alienazione erano il loro Vietnam. Ma la loro risposta di ribellione non aveva slanci epici, nè proclami idealisti. Era l’urlo sgraziato e spontaneo della rabbia, il lamento dell’angoscia. E per reazione all’etica del profitto e della produttività, al posticcio ottimismo anni ottanta, furono il sarcasmo e l’apatia l’antidoto per restare umani. Stare fieramente dalla parte dei perdenti, ostentare indifferenza di fronte alla catastrofe, simpatizzare con il fallimento.

Queste sono le parole con cui Tuono Pettinato, il nome d’arte di Andrea Paggiaro, riassume il sentimento di una generazione all’interno del suo lavoro, la cui particolarità risiede nel fatto che la voce narrante è raramente quella del musicista ed è invece quella di Boddah, l’amico immaginario che Kurt citava spesso nei suoi diari e che qui è rappresentato in forma di tigrotto, cosa che rende il rapporto con il piccolo Cobain qualcosa di molto simile al “Calvin & Hobbes” di Bill Watterson – basti per questo l’infinita tenerezza dell’immagine appena successiva all’elenco delle canzoni citate nel fumetto, con il piccolo Kurt e Boddah sorridenti davanti a un giradischi, intenti ad ascoltare un bellissimo disco dei “Beat Happening”; in secondo luogo, è interessante notare come l’autore si concentri sull’infanzia, sull’adolescenza e sugli ultimi momenti del protagonista, tralasciando quasi del tutto il successo planetario della sua band.

“Nevermind” – titolato come il più famoso disco dei Nirvana, probabilmente l’ultimo album rock in senso stretto che abbia avuto un valore anche sociale – riprende i momenti salienti dell’infanzia di Cobain: anni grigi passati ad Aberdeen, nello stato di Washington, caratterizzati da un’iperattività contagiosa che i medici curavano con farmaci che non giovavano al bambino; la passione per la musica – splendida la scena in cui la zia gli regala dischi di Beatles e Monkees per il compleanno e il piccolo Kurt li accoglie con una gioia incontenibile; il divorzio dei genitori, con il padre rappresentato come una figura terribilmente opprimente nella sua volontà di costringere il figlio ad attività sportive che detestava; i giorni passati sotto a un ponte che gli forniranno materiale per una delle sue canzoni più belle; il liceo, con la sensazione di essere escluso da tutto; la scoperta del punk e la possibilità di trovare lì una risposta alla propria solitudine. E poi, dopo il successo, la discesa nel baratro, accentuata da un mondo che non faceva altro che descriverlo come un messia o un depresso cronico.

Il Cobain di Tuono Pettinato restituisce energia, umanità e tenerezza a un personaggio troppo spesso cristallizzato in una figura bidimensionale e fa venir voglia di abbracciare quel ragazzo mancino che con una chitarra e un urlo malinconico cambiava vite a milioni. Per questo motivo è consigliabile agli adolescenti: perché, oltre ad offrire uno spaccato sociale su una certa America di provincia e una bella lezione di storia della musica alternativa, prende un’icona, la mette da parte tenendo per sé solo alcune frasi delle sue canzoni e ne fa di nuovo una persona dal cuore grande quanto il talento tormentato. Un fumetto per gli adolescenti di oggi, ma anche per chi adolescente ascoltò la grande musica di Cobain.

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