Marcello Fois – Luce perfetta

18959-_luce_perfetta____marcello_foisIl nuovo romanzo di Marcello Fois, Luce perfetta, Einaudi, segue Nel tempo di mezzo del 2012 e il romanzo Stirpe apparso nel 2009. In questo nuovo lavoro Marcello Fois ha voluto raccogliere la sfida di raccontare l’età contemporanea, gli anni Settanta e gli anni Ottanta in particolare, soffermandosi sulle storie che da sempre i romanzi hanno raccontato: solitudine e tradimenti, passioni ed egoismi, odi e sensi di colpa, vendetta e perdono, sentimenti assoluti che diventano esemplari.

Luce perfetta è la continuazione della saga familiare dei Chironi, iniziata nei due romanzi precedenti. La vicenda, che si dipana lungo l’asse temporale di tre generazioni, viene costruita spostando e incastrando tempi e avvenimenti, o fissando alcuni particolari della vita dei personaggi che spesso solo in un secondo momento prendono significato: Fois non esita a ricorrere a tutte le soluzioni che gli consentono di rompere la sequenza dei fatti, imbrogliarla, farla procedere a salti, fino alla ricomposizione del quadro finale.

La famiglia Chironi ha costruito a Nuoro e nell’isola un impero economico, che sembra però destinato a sgretolarsi nel trascorrere delle generazioni e nel succedersi degli avvenimenti.  Dopo le due guerre, la ricostruzione e il boom economico, si arriva alla fine degli anni ’70, segnati dal terrorismo e dai comportamenti trasgressivi, come l’uso di sostanze e la sessualità sfrenata; poi è la volta dei “tremendi” anni ’80 con il corrompersi del mondo e delle persone, di cui Fois rievoca musiche, letture e linguaggi, e infine degli “assurdi” anni ’90 tra degrado morale, soldi sporchi, finanza e politica spregiudicata.

Quando la Sardegna diventa preda di lottizzazioni selvagge, politici ambiziosi cercano di mettere le mani sugli affari e sui beni dell’impresa dei Chironi attraverso ricatti e pressioni; solo l’anziana Tzia Marianna, che dei Chironi è la vivente vigile memoria, riesce a tenere saldamente in mano le redini dell’azienda, aiutata dallo spregiudicato Mimmìu Guiso. Su questo sfondo prende corpo la storia tormentata di tre personaggi indissolubilmente legati: Domenico Guiso, figlio di Mimmìu; Cristian, il giovane erede dei Chironi, suo fraterno amico; Maddalena Pes, innamorata da sempre di Cristian, promessa sposa di Domenico. Maddalena  concepirà con Cristian un figlio, ma sposerà Domenico credendo di aver ingannato il marito; Tzia Marianna, avendo intuito la verità, cercherà di difendere il nipote Cristian dai sospetti del padre di Domenico.

La scrittrice Michela Murgia ha definito “Luce perfetta” un romanzo mascolino perché i figli che portano avanti la stirpe dei Chironi sono tutti uomini. I personaggi femminili, qui e altrove nelle pagine di Fois, sono molto ben delineati, complessi, duri e fragili allo stesso tempo e mai trascurabili nel’intreccio romanzesco; è vero però che Fois si focalizza molto sui personaggi maschili, e in particolare su Domenico Guiso, a cui dedica molte pagine. In particolare, c’è un episodio molto significativo nel romanzo legato a Domenico, che rimanda a un passo de I promessi sposi di Alessandro Manzoni. Come Renzo Tramaglino nel capitolo XXXIII, dopo la fuga da Milano, ritorna al paese devastato dai Lanzichenecchi e ritrova la sua vigna abbandonata  e divenuta un “guazzabuglio” di erbacce, rami spezzati e specie botaniche cresciute spontaneamente, così Domenico si trova in una situazione analoga quando si reca nella vecchia casa Chironi di San Pietro a Nuoro:  per entrare in quella casa Domenico deve superare “un’inondazione vegetale che aveva sommerso il cortile”.  La descrizione del Manzoni è del tutto simbolica: lo sguardo, infatti, è quello dell’autore e non del protagonista, e ci rappresenta una natura abbandonata a sé stessa, corrotta, disordinata, in lotta col male. Il personaggio di Fois, d’altra parte, alla vista di quel “groviglio amazzonico” rimane impressionato fino alle lacrime e accusa se stesso di non aver custodito intatto quel luogo. Le pagine dedicate alla “sepulta domus” dei Chironi rivestono un’importanza particolare in questo lavoro di Fois, marcando una differenza significativa rispetto a Stirpe e Nel tempo di mezzo. In questo romanzo non trovano più spazio quelle descrizioni in cui i paesaggi, la natura e le cose dell’isola venivano rappresentate con dovizia di particolari ma senza affettazione. Natura, uomini e animali enumerati nei primi due romanzi facevano parte della Storia di quegli uomini e di quelle donne, che non avevano bisogno di cercare e comprendere la loro identità; in Luce perfetta tutto ciò appare perduto e dimenticato. L’autore non deve spiegare più niente, perché delle cose corrotte e perdute basta ricordare il nome.

Ma nonostante tutto, la storia dei Chironi andava raccontata. Così quando Luigi Ippolito, il figlio illegittimo di Cristian, entra in possesso delle memorie di famiglia che sua madre Maddalena aveva custodito, spinto dall’ostinata luminosità di un foglio bianco …, da una luce perfetta, che forse, era un invito…, prende una penna e inizia a scriverla.