Imparare a programmare con le app

Ogni studente in ogni scuola dovrebbe avere l’opportunità di imparare l’informatica

É ciò che dichiara sul proprio sito la fondazione non-profit Code.org che, proprio per promuovere un uso consapevole degli strumenti informatici, organizza un’iniziativa internazionale chiamata Hour of Code, che nel 2015 si tiene nella settimana tra il 7 e il 13 dicembre.

Perché è così importante che i bambini entrino in contatto con il linguaggio di programmazione?

Recentemente, un articolo di Mitch Resnick e David Siegel (qui la traduzione italiana), sviluppatori dei programmi Scatch e Scratchjr di cui abbiamo già avuto modo di parlare altrove, ha messo in luce alcuni aspetti importanti da prendere in considerazione per rispondere a questa domanda:

Il coding, per noi, non rappresenta un insieme di competenze tecniche, ma piuttosto un nuovo tipo di alfabetizzazione e una forma di espressione personale, preziosa per tutti, proprio come imparare a scrivere. Noi vediamo il coding come un nuovo modo, per le persone, di organizzarsi, esprimersi e condividere le proprie idee.

In un suo articolo, tradotto in Italiano da Internazionale, Jillana Enteen sostiene che saper programmare può aiutare i ragazzi anche quando, navigando tra i vari social, si imbattono in commenti offensivi: attraverso il coding possono infatti cancellare quel commento o rispondere a tono attraverso un hashtag. Secondo Enteen, inoltre, i ragazzi che sanno programmare possono cambiare la cultura dei videogiochi dall’interno: ad esempio se un videogioco propone solo avatar maschi e bianchi, un giovane programmatore sa come importarne di diversi o, ancor meglio, programmare un videogioco in cui gli avatar siano personalizzati in base al suo punto di vista.

Ecco quindi una breve presentazione di app utili per imparare a programmare, naturalmente tutte disponibili in rete ma organizzate e raccolte anche nella sezione App di MLOL e accessibili senza effettuare il Login. Tutte queste app sono in inglese, i comandi e la grafica sono però così chiari che non è necessario conoscere la lingua.

kodablePer iniziare si può partire da Kodable, app piuttosto semplice che ha come obiettivo quello di spiegare i concetti base della programmazione a bambini dai 5 anni in su. Piccoli alieni devono rotolare lungo un percorso attraverso il quale possono guadagnare crediti per sbloccare nuovi personaggi. I bambini impareranno a creare sequenze logiche, a creare algoritmi e svilupperanno capacità di problem solving ogni volta che dovranno superare un nuovo ostacolo. Sono previste opzioni a pagamento per alcune funzioni dell’app, prima di accedere alle quali, tuttavia, è richiesto al genitore di risolvere una piccola operazione matematica.

400x400bbQuando Kodable sembrerà ormai troppo semplice, provate Lightbotdisponibile per Android ed iOS nella versione gratuita pensata per l’Hour of Code. Un piccolo robot deve muoversi su un cubo per raggiungere il suo obiettivo: accendere una lampadina. I primi livelli sono molto semplici: ci si orienta nello spazio, si impara a superare qualche ostacolo lungo il percorso e se si sbaglia si può ripartire da capo ricostruendo il codice. Man mano che i livelli aumentano crescono anche le difficoltà, il codice diventa più complesso e la sfida si fa più divertente; chi saranno i più bravi ad accendere lampadine: bambini o genitori? Superati i  tre livelli di complessità proposti dall’app si ha diritto al diploma ufficiale dell’Hour of Code da archiviare nel proprio profilo personale.

400x400bb (1)Altra app divertente è Tynker, in cui si può scegliere se giocare con il coding attraverso due giochi gratuiti già pronti all’uso: Candy Quest (piuttosto simile a Scratch Jr e Lightbot) oppure Crash Course, che introduce alla programmazione di robot e droni. I livelli da superare sono 21 per Candy Quest e 18 per Crash Course, ad ogni livello naturalmente aumentano le difficoltà e superarne uno significa acquisire nuove capacità logiche. La seconda parte dell’app serve per crearsi il proprio videogioco: si può iniziare da uno dei numerosi tutorial, suddivisi per livelli (dal principiante all’avanzato)  e attività (videogiochi, storytelling, animazione, musica, fisica…) ed anche prendere ispirazione dai vecchi giochi riproposti in chiave grafica nella sezione Arcade (Dragon Attack, Space Cow, Zombie Siege…) per crearne di nuovi. Tynker consente anche di creare un proprio progetto partendo da zero attraverso il Blank Project.

In Tynker sono inoltre presenti due speciali sezioni dedicate una agli insegnanti e l’altra ai genitori. Alcuni dei giochi presenti prevedono un pagamento, ma viene comunque richiesta una piccola operazione matematica prima di procedere, in modo da evitare incauti acquisti da parte dei bambini più piccoli.

200x200bbThe Foos, adatta a bambini dai 5 anni in poi, presenta 44 livelli di difficoltà: si parte da comandi molto semplici per arrivare poi, negli ultimi, a far compiere a personaggi e azioni più complesse. I personaggi sono mostriciattoli che, attraverso i loro diversi cappelli, ricordano figure professionali come il poliziotto, il costruttore edile, l’astronauta, il cuoco, il ninja, ciascuno dei quali deve compiere azioni riferite in qualche modo alla propria categoria. Anche The Foos è nata in occasione dell’Hour of Code, è disponibile per moltissimi dispositivi ma è utilizzabile anche online su PC.  Al termine di un’ora di gioco con l’app o con il browser è possibile ottenere il diploma dell’Hour of Code. Interessante la sezione del sito dedicata agli insegnanti in cui si trovano le spiegazioni dettagliate del gioco, la durata di ciascun livello, le abilità che si possono sviluppare e diversi suggerimenti pratici per lavorare in classe con gli studenti.

mzl.gmxqjxcgConcludiamo questa carrellata di presentazioni con Hopscotch, disponibile solo per iPad: un’app  che ricorda molto Scratchjr per la logica di costruzione del codice, naturalmente con qualche piccola differenza. Attraverso Hopscotch si possono ricreare videogiochi popolari, oppure se ne possono creare di nuovi partendo da un progetto vuoto. Per genitori ed insegnanti è disponibile un curriculum dell’app in cui vengono illustrate le funzioni e proposte diverse lezioni con progetti spiegati passo passo, per insegnare ai bambini a muoversi con facilità attraverso il codice. Sono diversi i tutorial disponibili online e interessanti gli articoli del blog della comunità Hopscotch.

E ora che siamo entrati nella logica della programmazione concludiamo con una frase famosa tra i programmatori: “Al mondo esistono 10 categorie di persone: quelle che sanno contare in binario e quelle che non lo sanno”. Se l’avete capita siete già pronti per il livello successivo!