Epepe: il romanzo dell’incomunicabilità

EpepeImmaginate di scendere da un aereo, dopo un lungo viaggio in cui avete prevalentemente dormito, e di trovarvi da soli in un posto che non era la vostra destinazione: un paese sconosciuto, in cui si parla una lingua incomprensibile, in un aeroporto, e poi una strada, e poi una città, sempre affollatissimi, dove in qualunque direzione si è soffocati e trascinati dalla folla, dove ogni ristorante, ufficio postale, stazione, negozio, è saturo di persone che fanno lunghissime e disordinate code per tutto, in cui non riuscite a farvi capire da nessuno, né qualcuno si ferma a prestarvi attenzione. Senza soldi, senza documenti, senza punti di riferimento. Un vero incubo è quello in cui si ritrova Budai, il protagonista di Epepe, claustrofobico romanzo pubblicato nel 1970 da Ferenc Karinthy, giornalista e scrittore ungherese (1921-­1992).

Budai è un uomo molto colto, un linguista di fama mondiale, che conosce decine di lingue diverse, la loro origine, l’etimologia delle parole: era diretto infatti ad un importante convegno di linguistica che si teneva ad Helsinki. E invece si ritrova chissà dove: reagisce subito all’angosciante senso di straniamento con la fiducia razionalistica e il metodo del professore universitario: comincia a studiare quello strano idioma, trascrivendo i segni che vede, cercando la corrispondenza con i suoni che sente, ma non ne viene a capo: una lingua che non ha niente in comune con nessuna delle numerose che lui ha studiato.

L’incomunicabilità, l’inspiegabilità della situazione in cui si trova, il senso di frustrazione per tutti i tentativi falliti di farsi capire, ben presto prevalgono anche sul suo atteggiamento razionale e pragmatico, e così il protagonista (e noi con lui) finisce per lasciarsi trascinare per tutte le pagine del romanzo nelle direzioni in cui lo porta la folla, oppure vaga a caso inseguendo sempre nuovi propositi di soluzione, che abbandona sempre più velocemente, adeguandosi inesorabilmente a quel confuso, grigio, impersonale, sinistro paese dal quale non riesce ad uscire. Una società, quella in cui si trova, che è insieme primitiva, guidata da istinti, più che da regole sociali, ed evoluta: lo scenario urbano somiglia vagamente a quello di una grande città dell’Est europeo degli anni ’50 e ’60 del Novecento. Il fiume di folla e di confusione che pervade tutto sembra un unico organismo che dà il ritmo alla società e alla singola vita umana: è tutto un grande, indistinto, freddo fluire, privo di umanità, ma non per questo disumano; privo di felicità, ma non per questo infelice.

La narrazione segue il ritmo vuoto e circolare della vicenda, e anche noi lettori ci adeguiamo all’atteggiamento del protagonista: dapprima siamo coinvolti nei tentativi di dare una spiegazione e una soluzione razionale a ciò che accade; ci viene da incoraggiare il povero Budai ogni volta che prepara un nuovo piano di fuga e ci arrabbiamo quando rinuncia (spesso quando sembra vicino a una svolta, e spesso perché esausto), ma poi ci adeguiamo a quelle continue partenze e rinunce, e ci lasciamo trascinare con atteggiamento asettico, persi anche noi nello sciame labirintico di quella città dalle strade tutte uguali, e osserviamo  il protagonista con il disincanto un po’ cinico di chi non si aspetta colpi di scena.

In tutto questo però il romanzo non perde tensione, resta avvincente riga dopo riga: succedono moltissime piccole cose, tanti avvenimenti, episodi che sembrano portare a un crescendo della storia, ma alla fine della lettura ci accorgiamo che non succede quasi niente per tutto il racconto, eppure ci sentiamo appena usciti da un’avventura.

Molto bella, e ottimo viatico alla lettura del romanzo, è la prefazione di Emmanuel Carrère, che ci regala all’inizio il piccolo racconto di una storia vera da cui la vicenda narrata da Karinthy può avere tratto ispirazione.

Il romanzo, pubblicato da Adelphi, è disponibile per il download su MediaLibraryOnLine: qui l’elenco dei sistemi bibliotecari aderenti. Ricordate inoltre che per chi non disponesse del servizio di MLOL o volesse leggere più ebook al mese esiste il servizio freemium MLOL Plus.