Oltre le stelle con MLOL

Cassini ha trascorso vent’anni esplorando lo spazio, da Venere a Saturno passando per Giove, e ci ha spedito fotografie indimenticabili delle sue passeggiate. Cassini è la sonda spaziale che per prima è entrata nell’orbita del lontano Saturno per inviare immagini e dati del pianeta, dei suoi misteriosi anelli, dello spazio così lontano e perfino della Terra vista da lassù, un puntino in mezzo a tanti altri.
La missione Cassini-Huygens (così chiamata per via di una seconda sonda, Huygens, che accompagnava Cassini e che mise addirittura piede su una delle lune di Saturno, Titano) è stata un successo, frutto della collaborazione internazionale tra le agenzie spaziali statunitense (NASA), europea (ESA) e italiana (ASI), e per alcuni astrofisici impiegati alla missione, deve aver significato tutta o gran parte della propria vita lavorativa.
Il 15 settembre 2017, a 20 anni esatti dal suo lancio, la missione Cassini si è conclusa con il tuffo della sonda nell’atmosfera di Saturno: si è deciso di distruggere Cassini proprio a causa delle eccezionali scoperte fatte dalla missione. Le immagini inviate sulla Terra mostrano monti e fiumi di idrocarburi su Titano, e un oceano sotto i ghiacci di un’altra luna, Encelado, che potrebbe ospitare la vita: era necessario evitare che un’eventuale collisione potesse contaminare l’ambiente di questi mondi, e compromettere future scoperte.
Chi sia curioso anche senza vantare grosse conoscenze astrofisiche non può non consultare il sito Nasa Science. Selezionando Solar System > Solar System Exploration > 3D Simulator, si raggiunge la pagina Nasa’s Eyes dove è possibile scaricare il programma omonimo per desktop (in lingua inglese) con cui fare un tour proprio con la sonda Cassini e visualizzare sul proprio schermo dettagli di orbite e foto di lune o anelli di Saturno (selezionare Cassini e, in Get started, scegliere Launch).L’esplorazione può estendersi all’intero sistema solare semplicemente scegliendo l’opzione Eyes on the Solar System oppure, senza allontanarci troppo e selezionando Eyes on Earth, è possibile ammirare il nostro pianeta direttamente dallo spazio, uragani inclusi, ed anche ricostruzioni tridimensionali della terra che mostrano la sua temperatura, le acque e l’inquinamento.
Nasa’s Eyes è un programma molto interattivo che potrebbe richiedere un po’ di pazienza per essere utilizzato al meglio, ma si verrà ricompensati dalle infinite opzioni e scelte che sarà possibile effettuare come i viaggi su Giove e Plutone.

Se non disponete di un pc è possibile esplorare le risorse presenti in Nasa Science anche su tablet e smartphone scaricando l’app Nasa: tra le oltre cento missioni disponibili alla sezione Missions – raggiungibile dalla schermata principale – si trova anche Cassini, con una bellissima selezione di immagini, video, interviste e dettagli sulla missione (compresi i tweet). 

Da qualunque app lo si guardi, il viaggio di Cassini è terminato, e grazie a esso sono disponibili tante informazioni utili sul nostro sistema solare.

Ma ora che gli occhi della scienza sono arrivati a uno dei pianeti più lontani dal Sole, ha ancora senso essere curiosi, continuare a studiare, intestardirsi a cercare qualcos’altro da scoprire?

Tra gli autori che cercano di rispondere a questa domanda spicca Giovanni Bignami, astrofisico e professore universitario, secondo il quale siamo arrivati tutt’altro che all’onniscenza. In Cosa resta da scoprire, illustra ciò che potrebbe essere a portata di mano nei prossimi cinquant’anni, in tempo per quando la cometa Halley tornerà di nuovo “vicina” alla Terra nel 2062: missioni su Marte, scoperte di altre forme di vita nell’Universo, telepatia e nuovi modi per trovare energia. Il punto di partenza per le osservazioni di Bignami sono le ultime scoperte e missioni spaziali, dalla radioastronomia agli impulsi neuronali alla base del funzionamento del cervello umano, dall’evoluzione e Charles Darwin alla fissione ed Enrico Fermi, spiegate con linguaggio semplice e comprensibile anche per chi di fisica se ne intende poco.

Per chi preferisse una narrazione più appassionata, e autobiografica, sebbene incentrata più sul passato e sul presente delle scoperte stellari, può trovare la risposta in Dove va a finire il cielo e altri misteri dell’universo, di Licia Troisi. Conosciuta ai lettori forse più per Le Cronache del mondo emerso e per i suoi altri romanzi che per il suo lavoro quotidiano di astrofisica, l’autrice affronta con competenza problemi celesti: di cos’è fatta la luce, come nasce una stella e come ne si misura la temperatura, come cambieranno le costellazioni, il tutto senza dimenticare di tanto in tanto di farci sorridere. Vi troveremo la serie televisiva Big Bang Theory citata a proposito dell’uomo sulla luna; la duplice natura di onde e particelle a confronto con trinità e, durante la spiegazione della teoria della relatività, la possibilità di perdere i chili di troppo a Flatlandia.

Insomma, stando agli esperti, pare che le stelle ci terranno ancora parecchio con il naso all’insù.