Le farfalle di Maria Sibylla Merian su MLOL

Nell’estate del 1699, dal porto di Amsterdam, una donna di 52 anni e la figlia ventenne si imbarcarono su un mercantile diretto in Sud America, nella colonia olandese del Suriname. Arrivarono a destinazione dopo una traversata di tre mesi e lì rimasero per due anni attraversando il paese in lungo e in largo, prime donne esploratrici.

Maria Sibylla Merian portrait colors Si trattava di Maria Sibylla Merian (1646-1717) – una delle più grandi ricercatrici e disegnatrici di insetti di tutti i tempi e della figlia Dorothea; lo scopo del loro viaggio era quello di studiare le farfalle.

Si potrebbe pensare che si trattasse di un ambito di ricerca innocuo e idoneo ad una donna, soprattutto se collegato alla seta, tessuto prezioso e molto ambito a quei tempi. Ma non era così. In un’epoca storica in cui raramente le donne lavoravano al di fuori delle mura domestiche e non erano nemmeno ammesse agli studi universitari, madre e figlia avevano intrapreso, da sole, una spedizione naturalistica.

Non era la prima delle sfide affrontate da Maria Sibylla nella sua vita.

http://ww2.openmlol.it/media/maria-sibylla-merian/giant-silk-moths-and-purple-coraltree/705404 Il suo interesse per le farfalle si era già manifestato quando aveva tredici anni e si era procurata qualche baco da seta e delle foglie di gelso per osservarne la metamorfosi. Lo aveva fatto sfidando le credenze popolari ed anche la madre, probabilmente. Le farfalle e i bruchi striscianti erano considerati essere infimi se non addirittura demoniaci, occuparsene non portava nulla di buono e si poteva essere sospettati di stregoneria.
Secondo la credenza popolare infatti le streghe si trasformavano in farfalle per far impazzire panna e burro o cagliare il latte. Da qui, secondo alcuni, l’origine del nome butterfly (o buttervögel in tedesco).

http://ww2.openmlol.it/media/maria-sibylla-merian/pomegranate-and-menelaus-blue-morpho/702397Maria Sibylla non era attratta dalla bellezza delle farfalle, anzi, le interessavano dal punto di vista scientifico. Per smentire quanti credevano che la generazione spontanea fosse la modalità di riproduzione di questi insetti, voleva verificare come si riproducessero realmente, osservando e studiando l’intero ciclo della loro vita, dall’uovo deposto dalla farfalla al bruco, dalla crisalide all’insetto alato, ed anche la loro simbiosi con le piante ospiti.

Era spinta da intenti scientifici dunque, ma, cresciuta in una famiglia di incisori e pittori, era anche un’artista di talento: così affidava ai suoi disegni, meticolosi e ricchi di particolari, la testimonianza delle sue osservazioni.
Lo fece per la prima volta in La metamorfosi meravigliosa dei bruchi e il loro curioso nutrimento floreale (Metamorphosis insectorum Surinamensium) pubblicato a Norimberga in due parti (1679/83).
Il libro, che rappresenta un lavoro fondamentale per lo sviluppo dell’entomologia e che fu tradotto in diverse lingue, conteneva cinquanta tavole con illustrazioni di fiori e insetti accompagnate da un testo in tedesco che ne descriveva le metamorfosi, ricco di immagini e paragoni con la vita quotidiana. Inoltre la Merian non disegnava separatamente bruchi e farfalle, come era consuetudine nelle tavole naturalistiche, ma rappresentava vere e proprie scene, in cui comparivano anche le piante di cui si nutrivano gli insetti, ritratti nelle diverse fasi di vita.

http://ww2.openmlol.it/media/maria-sibylla-merian/spectacled-caiman-and-american-pipe-snake/702396 La spedizione in Suriname era stata preparata con cura, preceduta da studi e letture; l’ambiente che aspettava le due donne non era però dei più facili. Dietro le piantagioni di zucchero lavorate dagli schiavi il cui sfruttamento ricevette la condanna della naturalista si estendeva la foresta tropicale abitata da scimmie, coccodrilli, ragni, lucertole, serpenti e scarafaggi. Con l’aiuto di alcune indigene, madre e figlia si spostarono nella foresta, raccolsero, classificarono; notarono che, come in Europa, anche lì i bruchi vivevano su una sola pianta ospite e che a volte si mimetizzavano, assumendo forme e colori diversi. La difficoltà del clima umido, la malaria, la febbre gialla, la fatica del lavoro di raccolta, oltre che le mutate condizioni politiche, le convinsero, dopo due anni di lavoro intenso, a fare ritorno in patria. Si imbarcarono e portarono con sé barattoli con bruchi e uova, animali sotto spirito, ma soprattutto schizzi, disegni, tavole e un diario.

Gli ultimi anni della vita di Maria Sibylla Merian furono occupati dalla stesura del libro Metamorfosi degli Insetti del Suriname (Der Raupen wunderbare Verwandelung, und sonderbare Blumen-nahrung), un testo scritto in olandese e latino (per assicurarsi un pubblico internazionale) arricchito da sessanta tavole incise su lastre, a partire dai suoi disegni; alcuni esemplari furono anche colorati dall’autrice stessa.

Nonostante la sua lunga carriera, il suo importante contributo alla scienza contemporanea, le sue originali e vivaci descrizioni dell’ambiente tropicale, le doti artistiche, lo spirito intrepido, Maria Sibylla nel 1717 morì povera, al punto che nel registro dei decessi della città di Amsterdam venne registrata come donna “senza mezzi”.

Le immagini che abbiamo utilizzato in questo post per ricordare una grande scienziata a 300 anni dalla sua morte, provengono da Old Book Illustrations, un sito che raccoglie illustrazioni tratte da libri pubblicati tra 1700 e 1800. Tutte le illustrazioni presenti nel sito, in Pubblico Dominio, sono ricercabili per artista, per soggetto animali, piante, edifici, paesaggi, humour, ecc.  e per titolo del libro o del periodico di provenienza. È possibile ricercarle anche direttamente in MLOL, nella sezione Immagini delle risorse Open. Sarà sufficiente selezionare Old Book Illustrations fra i Distributori e scegliere in Argomenti il tema di vostro interesse, ad es. Risorse Open>Immagini>Distributori: Old Book illustrations>Argomenti:Animals

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