Letture on the road con MLOL

L’immagine di una strada aperta è in grado di evocare nitidamente, meglio di qualsiasi altra rappresentazione, uno degli aspetti costituenti dell’identità americana: il mito della libertà di andare ovunque e di diventare chiunque si voglia essere.
A partire dai sentieri aperti dai primi pionieri partiti alla scoperta del selvaggio West e alla conquista dell’ultima frontiera, la strada appare come uno spazio mitico di possibilità, una forma di opportunità e di espansione.
Nella vastità degli Stati Uniti e dei loro spazi aperti, ma anche nello spazio ancora più ampio dell’immaginazione personale, la strada offre nuovi orizzonti a chi si voglia liberare dai limiti sociali e familiari, rappresenta la liberazione o la fuga da sé e dal proprio passato, significa libertà, ribellione e possibilità di reinventarsi.

Ne sono testimonianza le “road narratives”, quelle narrazioni stradali nate come un’estensione dell’ideologia di frontiera e poi trasformatesi, a un secolo di distanza, nell’espressione della controcultura (pensiamo ad esempio a On the Road di Kerouac). Racconti o resoconti di americani che viaggiano attraverso il paese alla ricerca o in fuga da qualcosa, che avendo abbracciato la libertà geografica offerta dalla strada e dall’automobile, conquistano altre “mobilità”, da quelle economiche e sociali a quelle psicologiche e sessuali.
La narrazione solitamente rispecchia la struttura del viaggio i preparativi, il percorso, la scelta della meta e dei mezzi di trasporto, l’arrivo, il ritorno e infine il racconto, la ricostruzione degli eventi e non è solo un resoconto di ciò che è accaduto ma un modo di comprendere le esperienze, una rappresentazione artistica della vita su strada.
Fra i tanti esempi disponibili di questo genere abbiamo scelto alcune narrazioni in cui l’arco narrativo corrisponde all’arco cronologico e geografico del viaggio raccontato e che non sono classificabili come romanzi.

Uno dei primi racconti “on the road” americani è Across the Continent di Samuel Bowles, figura di spicco del giornalismo americano, che nel 1865 intraprese un viaggio per conoscere e raccontare gli stati americani. Convinto che “non esiste una conoscenza della nazione come quella di viaggiare in essa, di vedere la sua vasta portata, le sue varie e brulicanti ricchezze e, soprattutto le persone motivate che la popolano“, condivise le sue esperienze in una serie di lettere rivolte ai lettori del suo influente giornale, The Springfield Republican. Raccolte successivamente in un libro, narrano in modo accattivante le sue avventure attraverso il paese, dalle pianure del Kansas a Salt Lake City, Utah, attraverso le Montagne Rocciose, fino alla costa del Pacifico: sono un primo tentativo di articolare un’ideologia della nazione appena uscita dalla guerra civile.

In quegli stessi anni (1861-1867) il giovane Mark Twain in compagnia del fratello Orion Clemens, che era stato nominato segretario del Territorio del Nevada, intraprese un viaggio in diligenza verso ovest e raccolse le sue esperienze tra il 1870-71 in Roughing it (qui l’audiolibro in lingua originale), tradotto e pubblicato in Italia da Adelphi col titolo In cerca di guai. Il libro racconta le sue avventure fra pistoleri e resti di carovane, la sua esperienza di cercatore in preda alla febbre dell’oro, una sua visita a Salt Lake City e alle Hawaai, ma soprattutto è testimonianza dei suoi primi passi da scrittore.

Electric Kool-Aid Acid Test di Tom Wolfe (1968) è una testimonianza (primo esempio del new-journalism) delle esperienze di Ken Kesey e il suo gruppo di amici, i Merry Pranksters, nel loro viaggio attraverso il paese, intrapreso nel 1964 con uno scuolabus dipinto a colori vivaci e battezzato Further. Kesey e i Pranksters erano fautori dell’utilizzo dell’LSD e di altri farmaci psichedelici che distribuivano durante le loro feste, dette “Acid Tests”, allo scopo di abbandonare la realtà del mondo terreno alla ricerca di uno stato di “intersoggettività”. Proprio mentre gli Acid Tests, cui partecipavano anche personaggi famosi, stavano prendendo piede, Kesey venne arrestato, e per evitare la prigione fuggì in Messico dove venne raggiunto dai suoi compagni.

Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta (1974) di Robert M. Pirsig racconta un indimenticabile viaggio estivo in moto di un padre, in compagnia del figlio undicenne.  Attraversano il nord-ovest americano  (il Minnesota, i due Dakota e  il Montana fino alla California) percorrendo strade secondarie e il loro viaggio è in simbiosi perfetta con le tante digressioni filosofiche (Socrate, Platone, Hume, Kant, Hegel, Einstein e Lao Tzu) che nascono spontanee di fronte ai paesaggi che incontrano. Un viaggio  il loro che, al tempo stesso, è un esame commovente e penetrante di come viviamo e una meditazione (molto anni ‘70) su come vivere meglio.

America perduta. In viaggio attraverso gli Usa (1989) è il primo libro di viaggi Bill Bryson e racconta il suo viaggio di 22500 kilometri a bordo di una Chevrolet, attraverso gli Stati Uniti. O meglio i suoi due viaggi, quello dell’autunno 1987 nel Midwest, nel profondo sud, sulla costa orientale e nel New England e quello della primavera 1988 attraverso le Grandi Pianure, il Sud Ovest, la California e le Montagne Rocciose. Nato in America ma vissuto nel regno Unito, torna nella sua terra natia dopo la morte del padre e qui parte da Des Moines, Iowa, luogo in cui trascorse la sua infanzia, per intraprendere “un appassionante vagabondaggio per le strade di un’America minore, dentro il cuore delle piccole città che sono l’anima segreta degli Stati Uniti, luoghi in cui la vita sembra rimasta ferma agli anni cinquanta. Un viaggio attraverso un presente rimasto passato, in una provincia rurale che sembra non voler lasciare spazio al futuro”.

Per chiudere, un libro che al tema del viaggio unisce un altro costituente dell’identità americana, la Wilderness, ad opera di Cheryl Strayed: Wild. Dopo una serie di eventi che le sconvolgono la vita e la mettono in crisi, l’autrice decide di abbandonare tutto e attraversare a piedi l’America lungo il Pacific Crest Trail, dalla California del sud a Portland. Si tratta di 4000 km attraverso paesaggi mozzafiato e spazi incontaminati, nella natura selvaggia, aspra, ma anche grandiosa rispetto alla fragilità umana. Un viaggio alla scoperta di sé e di rinascita.

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