Leggere le frontiere: La casa sul lago – Thomas Harding

 

Gross Glienicke è oggi un gradevole quartiere della città di Potsdam, a sua volta divenuta quasi un sobborgo di Berlino nell’area sud-ovest della città. Un’area ricca di laghi e di vegetazione che già in passato attirava i berlinesi, che all’inizio del Novecento cominciarono a costruirvi le loro case di vacanza. Una di queste case, con un bel giardino che si affacciava direttamente sul lago di Gross Glienicke, apparteneva appunto a una famiglia benestante berlinese, quella degli Alexander.

La storia lunga, complessa e stupefacente della Alexander Haus è l’oggetto del libro La casa sul lago, scritto da Thomas Harding e pubblicato in italiano nel 2016 dall’editore Ponte alle Grazie. 

L’autore, giornalista e scrittore angloamericano, già nel 2013 aveva raccontato l’intersecarsi della storia della sua famiglia con quella della Germania nella sua opera probabilmente più famosa, Il comandante di Auschwitz, doppia biografia del criminale nazista Rudolph Höss e dell’ebreo tedesco Hanns Alexander, di cui l’autore è pronipote, rifugiatosi in Gran Bretagna durante la guerra e che successivamente contribuì alla ricerca e all’arresto di Höss.

9788868332341_0_0_1525_75Due anni dopo esce La casa sul lago, e qui la storia della famiglia e quella della Germania si associano in forme così stringenti da far assumere al libro quasi un valore simbolico: la storia europea del Novecento e delle sue molte fratture e ricongiunzioni si racconta attraverso le vicende di un piccolo cottage sul lago, la quotidianità dei suoi abitanti, la storia delle famiglie che durante tutto il secolo la abitano, e poi l’abbandono e il recupero finale, in anni molto recenti.

Sequestrata dallo stato nazista ai proprietari in fuga, la casa passa nelle mani di diversi inquilini, segue la vita del paese nelle sue fasi più rilevanti, come la costruzione del vicino aeroporto di Gatow, uno dei luoghi che permisero agli alleati di realizzare il cosiddetto Ponte aereo per Berlino alla fine della guerra, fino a quando la Storia (proprio quella con la S maiuscola!) ne segna il destino in modo imprevedibile: la parte finale di quello che era un bel giardino digradante sulle rive del lago viene attraversata esattamente dalla linea di confine fra Repubblica Democratica Tedesca (nella quale rientra il territorio di Gross Glienicke) e la parte a ovest della città di Berlino (isolata e appartenente invece alla Repubblica Federale). Il Muro di Berlino, quell’imponente confine che l’Europa del Novecento ha visto crollare solo nel 1989, diventa parte della storia domestica, limite invalicabile e frattura materiale che sottrae persino la vista del lago.

Il racconto riesce così a narrare in un’unica sequenza le sorti dello stato nazista, delle famiglie ebree sotto il suo regime, e la vita quotidiana durante la DDR e oltre. È solo di pochi anni fa, infatti, il ritorno simbolico della famiglia Alexander nella casa sul lago, in un improbabile quanto riuscito tentativo di ricucire la storia del paese assieme ai suoi abitanti, in un catartico “giorno delle pulizie” della casa, ormai abbandonata.

La Alexander Haus è oggi un museo e un luogo di studio sull’incontro fra culture e religioni, in un’ottica globale che vuole andare molto oltre la storia della Germania.

Chi conosce il tedesco può godersi il documentario Das Haus am Glienicker See, di Anne Wigger. Ma noi consigliamo di vederlo anche a chi non capisse la lingua, dopo aver letto il libro: luoghi e vicende saranno del tutto riconoscibili!