Meravigliose piante – Tre letture per (ri)scoprirle, conoscerle e ammirarle

La storia e la scienza le hanno fino a non molto tempo fa trascurate. Sappiamo bene che si tratta di esseri viventi, ma la maggior parte di noi fa ancora fatica ad associare loro espressioni di “movimento”, “creatività”, “intelligenza”; per la maggior parte di noi restano un elemento inerte del paesaggio, un oggetto d’arredo, uno sfondo inerte, fino a dimenticare spesso che sono anche la base della nostra alimentazione e della medicina.

In realtà la scienza scopre solo recentemente che nel corso dei secoli l’evoluzione ha agito sulle piante in modo estremamente potente, silenziosamente e nella quasi totale indifferenza dell’uomo, portandole a livelli altissimi di vita sensibile e intelligente. Nelle letture che proponiamo, la scienza ci svela un universo invisibile ai nostri occhi e inconcepibile alle nostre menti, rivoluzionando il nostro pigro modo di vederle. Alla fine potremo osservarle con occhi più preparati, così da restituire alle piante la giusta considerazione che meritano.

Erba Volant. Imparare l’innovazione dalle piante – Renato Bruni

La biomimetica è la scienza che ha come fondamento quello di “imparare l’innovazione dalle piante”: “Studia i risultati dell’evoluzione e l’applicazione pratica di quanto affinato dalla selezione naturale, per garantire all’uomo innovazioni efficaci, durature e sostenibili.” 
Renato Bruni è bio-ingegnere, studia la vita naturale e sviluppa soluzioni tecnologiche che ne imitano dinamiche e comportamenti, in particolare quelli dei vegetali. Riceve molte commissioni da parte di aziende private o enti, ma per quanto varie e bizzarre siano le richieste, il principio che vale è sempre lo stesso: come trovare una soluzione efficace e con il minimo dispendio di energie? Dove trovare l’ispirazione?

Le formule più efficienti, sostenibili e anche innovative si possono trovare nel mondo delle piante: veri esempi viventi di innovazione “tecnologica”, da millenni compiono veri miracoli di bioingegneria. Perché allora non prendere esempio da loro? La biomimetica funziona così: l’ingegnere riceve i curricula delle varie specie, ciascuna propone la propria strategia per il lavoro in questione. Poi le candidate aspettano di sostenere il colloquio decisivo, in cui l’ingegnere le ascolta, cerca di capirne il funzionamento (perché non si può copiare senza capire), e sceglie l’idea più adatta per il lavoro.

Il tono è scherzoso e leggero, ma quello a cui l’ingegnere assiste è un vero e proprio spettacolo di creatività evolutiva reale. Anche negli ambienti più ostili del pianeta le piante hanno potuto perfezionarsi, sviluppare una morfologia e meccanismi ad hoc per il luogo in cui si sono trovate a crescere. L’ingegnere non deve far altro che osservare e riprodurre. Il messaggio del libro è che se le osservassimo con la dovuta attenzione le piante avrebbero cose veramente utili da dirci: il muschio, ad esempio, così familiare e così semplice… in realtà si trova sulla Terra da milioni di anni, forse ne sa qualcosa in quanto a sopravvivenza!

“In natura vale tutto ciò che permette al sistema di prosperare e mantenere il proprio equilibrio ambientale”: la risposta delle piante è sempre comunque quella ottimale in termini di vantaggi e svantaggi, nonché di gestione delle risorse a disposizione, “da fare invidia a ingegneri ed economisti”.

La vita segreta degli alberi – Peter Wohlleben

Peter Wohlleben è stato guardia forestale in Germania e oggi è un ambientalista dedito al ripristino delle foreste vergini d’Europa.

Anche Wohlleben per anni ha osservato direttamente gli alberi e in questo libro spiega tutti i segreti del loro ciclo di vita. Come si nutrono, come agiscono di fronte a un pericolo, come vivono nella comunità dei familiari, come scambiano informazioni con l’ambiente, come reagiscono diversamente se in un bosco o in un parco cittadino.

Anche di un albero abbiamo ben chiara la forma ma poche conoscenze sulla dinamica del suo ciclo vitale. Gli alberi compiono straordinarie prodezze ogni minuto, come l’impressionante trasporto di acqua che nel silenzio del bosco il faggio compie all’interno del suo legno, dalle radici alla chioma, come una grande pompa. Ogni specie ha i suoi nemici e instaura alleanza con altre specie, insomma ognuno ha un ruolo nell’ecosistema.

Ma che conseguenze ha il taglio di un ramo o della corteccia? Cosa succede se ne trapiantiamo uno in un giardino senza altri alberi? Ogni capitolo è una risposta a queste domande, e allo stesso tempo indica qual è il modo più ecologico di comportarsi nei confronti della foresta.

Verde brillante. Sensibilità e intelligenza del mondo vegetale – Stefano Mancuso e Alessandra Viola

Stefano Mancuso, professore di neurobiologia e divulgatore di scienza, studia le forme di evoluzione intelligente dei vegetali e tiene conferenze in tutto il mondo a difesa della dignità delle piante in quanto esseri intelligenti. Coautrice del libro è Alessandra Viola, giornalista e scrittrice di saggi scientifici.

Lo spunto di partenza qui è un problema della nostra mentalità: perché le abbiamo da sempre ignorate o svalutate? Perché continuiamo a non vedere le incredibili capacità che hanno? Probabilmente perché hanno sembianze così aliene rispetto a noi. Ma la scienza dimostra che sono più simili a noi di quanto pensiamo, anzi sono organismi molto più complessi, sofisticati e rispondono meglio agli stimoli dell’ambiente. In sintesi sono più evoluti di noi.

Le piante non hanno un cervello, ma hanno un sistema nervoso articolato e decentralizzato, per cui a differenza degli animali per loro nessuna parte di sé è veramente indispensabile alla sopravvivenza. L’apparato radicale poi “agisce come un cervello”, come già Charles Darwin aveva scritto nel trattato The power of movements in plants (Il potere di movimento delle piante), e la scienza ha ancora molto da scoprire sul suo funzionamento.

Le piante sono in grado di “fare rete”, comunicano: possono scambiarsi informazioni molto rapidamente, e lo fanno sempre a beneficio di tutta la comunità dei simili. Le piante sono esseri socievoli. Giocano, stabiliscono e coltivano relazioni, si prendono cura degli altri membri. Le piante hanno gli stessi nostri cinque sensi (semplicemente funzionano con modalità diverse) e molti altri in più. Le piante dormono e si muovono! Noi non ce ne accorgiamo ma sono in continuo movimento, per cercare la luce, trovare un sostegno, reagire a un cambiamento nell’ambiente circostante.

Come non ammettere poi che le piante “si servono” di animali per i propri interessi? Sono plurime le strategie che usano per attirare insetti come vettori per il polline in cambio di nettare, o in cambio di niente, perché le piante sono anche in grado di ingannare, come l’orchidea che produce fiori dalle sembianze di grandi insetti invitanti e colorati.

Perché non possiamo ammettere che queste sono forme di intelligenza?

Le piante dominano indiscusse questo pianeta: il 99,5% della biosfera è costituito da vegetali. Non ci si pensa, ma tutto il nostro mondo dipende dalle piante: acqua, aria, cibo, salute, energia. Se un giorno dovessero scomparire, agli esseri umani non resterebbe molto da vivere, mentre se gli esseri umani dovessero improvvisamente estinguersi, la vita per le piante seguirebbe indisturbata.

Può essere un pensiero spaventoso, oppure un interessante punto di partenza per riconsiderare tutto, la scienza e la conoscenza, la produzione e il consumo, il nostro stile di vita, noi stessi.

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Fiore di Pachira Aquatica (Brasile), depura l’aria circostante assorbendo le sostanze chimiche tossiche per l’uomo, come la formaldeide