I maestri dell’illustrazione botanica del XVIII secolo

I libri di scienza odierni sono ricchi di fotografie dettagliate, scattate sia con obiettivi macro che con microscopi elettronici, che consentono di cogliere e studiare dettagli altrimenti invisibili ad occhio nudo e svelano a tutti l’infinitamente piccolo: particolari di stami, di cellule o embrioni. Prima dell’invenzione della fotografia, il compito di svelare, testimoniare e registrare visivamente le specie vegetali e animali era affidato invece all’illustrazione botanica o zoologica, al lavoro di artisti e illustratori con specifiche abilità, quale l’attenzione al dettaglio ad esempio, e conoscenze tecniche in ambito naturalistico.

La pratica dell’illustrazione botanica, cioè l’arte di dipingere le forme, i colori e i dettagli della flora, viene fatta risalire al I secolo, quando Dioscoride Pedanio – medico, botanico e farmacista greco che esercitò a Roma ai tempi dell’imperatore Nerone – scrisse il De Materia Medica, arricchendolo di illustrazioni che consentivano ai suoi lettori di identificare le piante utilizzate in campo medico (la copia qui sopra proviene dalla collezione della Bodleian Library). Fu però nel XVIII secolo che, grazie ai progressi fatti dalla stampa, alla sua maggiore accuratezza nei colori e nei dettagli, quella dell’illustratore divenne una professione di tutto rispetto.

Sfogliando la sezione open di MLOL è possibile ammirare le opere – sia le singole tavole che intere monografie o riviste – di illustratori di quel particolare periodo storico, considerati i maestri dell’illustrazione botanica, grazie al paziente lavoro di digitalizzazione e all’accesso libero garantito da importanti istituzioni quali il Missouri Botanical Garden, la Biodiversity Heritage Library, il Metropolitan Museum of Art o il progetto Old Book Illustrations.

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Maria Sibylla Merian – CC BY 3.0 – via Wikimedia Commons

Ci piace citare come capostipite di questi importanti illustratori Maria Sibylla Merian (1647-1717): fu una delle più grandi ricercatrici di tutti i tempi ma anche una grande artista. Lo testimoniano le sue tavole, meticolose e ricche di particolari, in cui rappresentò non le singole specie, ma la simbiosi di piante e animali, anticipando di un secolo l’idea che in natura tutto sia interdipendente e che non abbia senso rappresentare le diverse specie avulse dal proprio contesto. Qui l’articolo che le abbiamo dedicato.

Brassica rapa (watercolor)

Elizabeth Blackwell – PD – via Wikimedia Commons

Un’altra grande naturalista fu Elizabeth Blackwell (1707-1758). Tra gli ebook open di MLOL è possibile ammirare A Curious Herbal, la sua opera in più volumi che contribuì in maniera significativa alla conoscenza medica e all’arte dell’illustrazione botanica. La sua stesura richiese parecchio tempo; la Backwell disegnò, incise e colorò a mano tutte le 500 illustrazioni delle piante osservate al Chelsea Physic Garden, oltre a curare la pubblicazione e la promozione del suo lavoro. Pubblicata con scadenza settimanale fra il 1736 e il 1739, ebbe un grande successo; successivamente, a Norimberga, se ne pubblicò una versione ampliata intitolata Herbarium Blackwellianum.

Georg Dionysius Ehret – CC-BY-NC-SA – via Missouri Botanical Garden

Contemporaneo di Elizabeth Blackwell, Georg Dionysius Ehret (1708-1770) è stato uno degli illustratori botanici più influenti di tutti i tempi. Di origine tedesca iniziò a lavorare come giardiniere viaggiando in tutta Europa, finché in Olanda incontrò Carl Linnaeus (Linneo) che, ai tempi, stava sviluppando il suo sistema di nomenclatura binomiale. La dimostrazione di Linneo della riproduzione sessuale dei fiori – fu lui tra l’altro a stabilire i nomi delle diverse parti del sistema riproduttivo – influenzò le illustrazioni di Ehret: le parti riproduttive sono ingrandite e dettagliate e consentono agli studiosi di riconoscere le varie specie. Sono le prime illustrazioni scientifiche e lo stile è detto linneano. George Ehret illustrò sia la flora locale che le piante spettacolari dei Royal Botanical Gardens di Kew,  ma anche le piante esotiche che erano appena giunte in Europa. In MLOL è possibile sfogliare Plantae selectae (1750-1773), mentre effettuando la ricerca all’interno della Biodiversity Heritage Library si trovano altre opere, fra le quali segnaliamo Plantae et papiliones rariores.

Cypripedium calceolus (Bauer) clean

Franz Bauer -PD- via Wikimedia Commons

Lavorò per oltre 50 anni ai Royal Botanical Gardens di Kew anche Franz Andreas Bauer (1758-1840) che, insieme al fratello Ferdinand (1760-1826), contribuì enormemente al secolo d’oro dell’illustrazione naturalistica. Franz Bauer, assunto come Botanick Painter to his Majesty, disegnò tutte le nuove piante da fiore dei Gardens e si specializzò nella pittura di orchidee. In MLOL troviamo il suo Illustrations of Orchidaceous Plants in cui colpiscono le immagini particolareggiate della anatomia di quelle specie.

Redoute - Rosa gallica regalis

Pierre Redoute -PD- via Wikimedia Commons

Dal Regno Unito ci spostiamo in Francia dove Pierre-Joseph Redouté (1759 – 1840) fu pittore di corte; celebre per i suoi acquarelli floreali, in particolare per le splendide immagini di rose, è conosciuto come il “Raffaello dei fiori”. Maestro d’arte di Maria Antonietta, dalla quale ricevette il titolo di Dessinateur et peintre du cabinet de la Reine, successivamente divenne il protetto dell’l’imperatrice Giuseppina Bonaparte, prima moglie di Napoleone, che lo incaricò di dipingere i fiori del giardino del castello di Malmaison. Creò oltre 2.100 tavole destinate alla stampa e raffiguranti oltre 1.800 specie diverse, molte delle quali non erano mai state riprodotte prima. I suoi due libri più famosi sono Les Liliacees (1802-1815), 8 volumi contenenti 500 illustrazioni di gigli, e Les Roses (1817- 1821) il suo lavoro migliore, al quale deve la sua popolarità. Tra le opere disponibili in MLOL segnaliamo anche Choix des plus belles fleurs et des fruits (1827-1833), una raccolta di 144 disegni ad acquarello realizzati su lastre di rame.

Le opere citate sono disponibili nella sezione open del vostro portale MediaLibraryOnline (qui i sistemi bibliotecari aderenti) ma anche nel portale Open MLOL accessibile liberamente da tutti.