Un tunnel lungo due secoli

L’Euro Tunnel è il tunnel ferroviario che si trova sotto l’acqua del Canale della Manica e che collega la Gran Bretagna con la Francia continentale, è lungo circa 50 km di cui 39 si trovano a 40 metri sotto il livello del mare. Inaugurato il 6 maggio del 1994 e aperto al trasporto pubblico nel dicembre dello stesso anno, è considerato una delle più grandi imprese ingegneristiche del XX secolo.

AlbertMathieuFavierPlanOfCoachServiceThroughtTheChanneltunnel

Diligenza nel tunnel sotto la Manica – A.M. Favier – Public Domain

Per secoli,  l’unico modo per attraversare il Canale della Manica era in barca o con la nave ma, a causa delle acque agitate o del tempo inclemente, la traversata non era cosa semplice. Non ci deve sorprendere, quindi, se già  nel 1802 si stessero cercando soluzioni alternative per l’attraversamento di quel tratto di mare.

Fu l’ingegnere minerario francese Albert Mathieu Favier a proporre, per primo, la realizzazione di un tunnel sotto l’acqua del Canale della Manica, che consentisse  l’attraversamento di quel tratto di mare alle carrozze trainate dai cavalli, ma il suo progetto, nonostante l’appoggio di Napoleone Bonaparte, fu respinto dagli inglesi, timorosi, giustamente, che l’intento fosse quello di invadere l’Inghilterra.

Studio del tunnel sotto marino di M. A. Thomé de Gamond – Gallica – Pubblico Dominio

Nel corso del XIX, l’idea venne ripresa e fu il francese Aimé Thomé de Gamond (1807-1876) a intraprendere le prime vere indagini geologiche e idrografiche per la realizzazione dell’opera, anche se dovette aspettare fino al 1875, quando il Parlamento inglese e quello francese autorizzarono la Channel Tunnel Company Ltd a perforare i primi pozzi su entrambi i lati del Canale.

Brunton Machine – Old Book Illustrations – Public Domain

I primi scavi di prova, a Sangatte sulla sponda francese, furono realizzati con la macchina perforatrice inventata da John D. Brunton che, seppur ingegnosa, si rivelò complessa da utilizzare.

Beaumont Boring Machine – Old Book Illustrations – Public Domain

Entrambi i tunnel previsti avrebbero dovuto essere scavati, velocemente e senza l’uso di esplosivo, con la talpa meccanica inventata e costruita dal colonnello Fredrick Beaumont, coinvolto nel progetto dalla Channel Tunnel Company sin dal 1874.
Ma non fu cosi. Nonostante si continui ad attribuire i primi scavi alla fresa di Beaumont – per un’erronea attribuzione, mai smentita, della rivista The Engineer – in realtà  essi furono realizzati dalla perforatrice brevettata nel 1880 dal capitano inglese Thomas English di Dartford, capace di tagliare quasi mezzo miglio al mese.
La Channel Tunnel Company aveva previsto di completare il tunnel pilota entro il 1886, ma la mancanza di finanziamenti e una maggiore instabilità politica fecero sì che i lavori venissero abbandonati.

Nel secolo successivo nacquero altri progetti – eccone uno del 1929- tuttavia, la persistente paura di un’invasione, le enormi dimensioni del progetto, i suoi costi proibitivi, ma anche la mancanza di attrezzature adeguate ostacolarono qualsiasi progresso serio.

Nel 1955 furono ripresi gli studi del territorio. Nel febbraio del 1964  i due governi inglese e francese annunciarono pubblicamente il loro impegno a riprendere il piano di costruzione del tunnel, e, dieci anni dopo, si avviarono i primi studi e le prime costruzioni su entrambe le sponde, ma la crisi petrolifera del 1975 bloccò di nuovo tutto.

Nel 1984, il presidente francese François Mitterrand e il primo ministro britannico Margaret Thatcher concordarono congiuntamente che un collegamento attraverso il Canale della Manica sarebbe stato vantaggioso per entrambe le parti. Nessuno dei due paesi era in grado di finanziare il progetto. Si decise pertanto di indire una gara cui parteciparono 10 aziende – che avrebbero dovuto sia presentare il progetto che indicare le modalità di finanziamento –  vinta dalla Balfour Beatty Construction Company (che in seguito divenne Transmanche Link). Il progetto prevedeva la costruzione di due tunnel ferroviari paralleli fra i quali ce ne sarebbe stato un terzo per la manutenzione e gli impianti. I treni avrebbero dovuto trasportare camion e auto.

Come è facile immaginare l’avvio dei lavori non fu semplice. Si dovevano raccogliere i fondi (oltre 50 grandi banche concessero prestiti ma i lavori furono completati grazie ai finanziamenti dell’Unione Europea), trovare ingegneri esperti, operai qualificati e non (circa 13000), assumerli e prevedere dove alleggiarli. Le alesatrici che sarebbero state utilizzate per scavare il tunnel dovevano essere progettate e costruite. Parallelamente era necessario uno studio della geologia del fondo del canale, per stabilire dove il tunnel sarebbe effettivamente passato.

Lo scavo del tunnel sotto la Manica, seguito da enormi macchine di perforazione (TMB)  iniziò sul lato inglese dello stretto, vicino a Shakespeare Cliff al di fuori di Dover, e una volta finito si congiunse col lato francese. Qui lo scavo partiva proprio nei pressi del villaggio di Sangatte dove tutto aveva avuto inizio quasi due secoli prima.

Le risorse utilizzate per questo post (in particolar modo l’ebook Les nouvelles conquêtes de la science. Grands tunnels et railways métropolitans di Louis Figuier e le illustrazioni raccolte da Old Book Illustrations) sono tutte disponibili nella collezione open di MLOL; nella sezione liste , invece, ne trovate una  dedicata al tunnel della Manica, realizzata dal Sistema Bibliotecario Nord Ovest di Milano.