Lia Levi e la tragedia della storia

Sono trascorsi ottant’anni dalle leggi della vergogna, le leggi razziali promulgate dal governo fascista di Benito Mussolini nel 1938.

Precedute da un ignobile censimento e anticipate da una violenta campagna antisemita, esse escludono gli ebrei dalla scuola, dal mondo del lavoro, dalla vita civile. Nello stesso anno, trentadue paesi si riuniscono per affrontare il problema di migliaia di persone di origine ebraica in fuga da Germania e Austria: a parole tutti sono disposti ad accoglierli, in pratica nessuno li vuole. Si tratta di una tragedia nella tragedia che ricorda da vicino il dramma dei rifugiati dei nostri giorni e che Lia Levi ci rammenta con un’opera di particolare tensione narrativa, una sorta di monito contro la nostra indifferenza e contro la pochezza della nostra memoria storica.

Con Questa sera è già domani, romanzo finalista al Premio Strega 2018 e vincitore del Premio Strega Giovani 2018, l’autrice, di origine piemontese ma residente a Roma, racconta le vicende di una famiglia ebraica genovese che si trova a dover fare i conti con l’imminente tragedia che la storia ha posto loro innanzi. Una famiglia non troppo benestante, tiepidamente fedele alla tradizione ebraica, la cui normale esistenza quotidiana, fatta di piccoli episodi, dubbi, passioni, tradimenti, viene sconvolta di colpo.  Che cosa possono fare, dunque, un figlio genio mancato, Alessandro, una madre delusa e rancorosa, Emilia, e un padre, Marc Rimon, lontano dalla religione ma comunque saggio, di fronte ai dilemmi che gli eventi storici stanno imponendo a tutti gli ebrei d’Europa? È possibile ancora rimanere nella terra d’origine o è necessario fuggire? Se sì, dove? Inoltre, c’è qualche paese realmente disponibile all’accoglienza?

Lia Levi, rielaborando una vicenda realmente accaduta – quella vissuta da suo marito Luciano Tas – attraverso un sapiente uso dei dialoghi e con l’abilità di dire le cose lasciandole semplicemente trapelare, ci risponde negativamente. Ecco, allora, che la famiglia Rimon deve affrontare il peso della discriminazione: Alessandro viene cacciato da scuola e Marc, in quanto ebreo straniero, è raggiunto da un decreto di espulsione. Con buona pace di chi continua a credere che gli italiani sono diversi dai tedeschi e che Mussolini non è Hitler.  Purtroppo non è così. La legislazione razziale instaura una persecuzione molto severa nei confronti degli israeliti perché li degrada a cittadini inferiori e li priva delle facoltà più elementari.

È una storia che si può raccontare attraverso i documenti, come ha fatto la storiografia, o con un romanzo che intreccia storia e letteratura, come ha fatto Lia Levi. In ogni caso rimane una pagina infamante delle storia d’Italia.

Questa sera è già domani lo potete trovare in versione ebook, insieme alle altre opere di Lia Levi, sul portale MLOL.  Buona lettura!