I 150 anni della tavola di Mendeleev

Chiedete ad un chimico, o a chiunque abbia studiato la materia durante il liceo o all’università, chi fu l’inventore della tavola periodica. Quasi certamente la risposta sarà Mendeleev: in effetti fu proprio lo scienziato russo Dmitrij Ivanovic Mendeleev (1834-1907) a presentare per la prima volta, nel marzo del 1869, la Tavola periodica degli elementi, così come la conosciamo oggi.
Periodic table by Mendeleev, 1871

Ciò ovviamente non significa che non ci fossero stati tentativi precedenti di spiegare e sistematizzare il mondo della materia. I primi furono i Greci che già nel 400 A.C. avevano organizzato gli elementi terreni in quattro gruppi: aria, acqua, terra e fuoco.

Il superamento dell’idea Aristotelica dei quattro elementi avvenne nel diciasettesimo secolo: il filosofo naturalista anglo-irlandese Robert Boyle, nel 1661, pubblicò The sceptical chymist e spiegò il mondo materiale in termini di elementi, miscele e composti.

Il primo tentativo di classificare gli elementi fu quello di Antoine de Lavoisier che, nel 1789,  raggruppò gli elementi in base alle loro proprietà, distinguendo fra gas, non metalli, metalli e terre. A questo seguirono numerosi altri tentativi fino a quando, nel 1829, Johann Döbereiner riconobbe delle triadi di elementi con proprietà chimicamente simili – ad esempio il litio, il sodio e il potassio – e dimostrò che le proprietà dell’elemento centrale potevano essere previste dalle proprietà degli altri due.
Periodic table largeNel 1860 in Germania, si tenne un congresso di chimici, noto come Congresso di Karlsruhe dal nome della città in cui ebbe sede, per dare ai chimici europei la possibilità di confrontarsi su questioni riguardanti la nomenclatura chimica, le notazioni impiegate e i pesi atomici. Al termine del congresso vennero distribuite le copie di una pubblicazione del 1858 sui pesi atomici di Stanislao Cannizzaro, basata su un lavoro precedente di Amedeo Avogadro, che ebbe un’immediata influenza sugli scienziati, soprattutto su Lothar Meyer e Dmitrij Mendeleev.

In cosa sta, dunque, l’originalità di Mendeleev? Lo scienziato russo diede un senso ai 56 elementi conosciuti all’epoca, mostrando come si relazionino l’uno con l’altro in uno schema distinto – la sua tavola periodica fa cadere gli elementi in “periodi” in base alla massa atomica e alla valenza – e fornì uno strumento che non si limitava a catalogare gli elementi conosciuti ma consentiva anche di fare delle previsioni.

In occasione del 150° anniversario dalla prima pubblicazione della Tavola periodica degli elementi la Rete Bibliotecaria Bergamasca ha raccolto in una lista le risorse sul tema, disponibili in MLOL: sono davvero tante e appartenenti a quasi tutte le diverse tipologie di media. Non solo ebook quindi, ma anche video, corsi, immagini, stampe 3D, audiolibri e podcast.
In particolare vi segnaliamo:

  • La puntata di Wikiradio (trasmissione radiofonica della Rai in cui diversi esperti vengono chiamati a parlare, con un taglio divulgativo, di particolari argomenti) del 06/03/2013 in cui Silvano Tagliagambe ci racconta il sistema periodico degli elementi: una bella e chiara introduzione all’argomento.
  • I file per Stampe 3D che consentono di realizzare un puzzle della tavola periodica: un passatempo per ragazzi che amano la scienza ma che potrebbe essere utilizzato anche in ambito scolastico.
  • La tavola periodica illustrata interattiva: cliccando sui singoli elementi vengono visualizzate tutte le informazioni relative.
  • L’app della Royal Society of Chemistry, consente, partendo dalla tavola periodica, di accedere a video e podcast, di vedere il cambiamento di stato degli elementi al variare della temperatura o di scoprire in quale momento della storia furono scoperti.
  •  Il video, proveniente dalla collezione di Ted-Education, The genius of Mendeleev’s periodic table di Lou Serico che spiega, in modo semplice ma accattivante, come Mendeleev riuscì, e in questo sta il suo genio, a prevedere l’esistenza di elementi non ancora conosciuti.
  • I Periodic Videos (nella lista ne sono stati inseriti solo alcuni a titolo esemplificativo) dedicati a ciascuno degli elementi della tavola periodica, creati da un team dell’Università di Nottingham.

Le risorse che abbiamo citato, facendo parte della collezione Open, sono disponibili in tutti i portali MLOL.