Lia Levi e la tragedia della storia

Sono trascorsi ottant’anni dalle leggi della vergogna, le leggi razziali promulgate dal governo fascista di Benito Mussolini nel 1938.

Precedute da un ignobile censimento e anticipate da una violenta campagna antisemita, esse escludono gli ebrei dalla scuola, dal mondo del lavoro, dalla vita civile. Nello stesso anno, trentadue paesi si riuniscono per affrontare il problema di migliaia di persone di origine ebraica in fuga da Germania e Austria: a parole tutti sono disposti ad accoglierli, in pratica nessuno li vuole. Si tratta di una tragedia nella tragedia che ricorda da vicino il dramma dei rifugiati dei nostri giorni e che Lia Levi ci rammenta con un’opera di particolare tensione narrativa, una sorta di monito contro la nostra indifferenza e contro la pochezza della nostra memoria storica.
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Esplorare il cinema

 

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È appena uscito un film che vi incuriosisce e non sapete in quale sala viene proiettato? State cercando delle recensioni per conoscere il giudizio della critica? Allora IMDb, Internet Movie Database, è il posto che fa per voi. Si tratta di una ricchissima banca dati, catalogata tra le risorse Open di MLOL, che permette di ricercare trailer dei film in uscita, le sale di proiezione, i nomi degli attori dei cast, film TV e perfino dati tecnici sulla produzione, senza dimenticare le classifiche del box office e i vincitori dei recenti Oscar. Continua a leggere

Un tunnel lungo due secoli

L’Euro Tunnel è il tunnel ferroviario che si trova sotto l’acqua del Canale della Manica e che collega la Gran Bretagna con la Francia continentale, è lungo circa 50 km di cui 39 si trovano a 40 metri sotto il livello del mare. Inaugurato il 6 maggio del 1994 e aperto al trasporto pubblico nel dicembre dello stesso anno, è considerato una delle più grandi imprese ingegneristiche del XX secolo.

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Diligenza nel tunnel sotto la Manica – A.M. Favier – Public Domain

Per secoli,  l’unico modo per attraversare il Canale della Manica era in barca o con la nave ma, a causa delle acque agitate o del tempo inclemente, la traversata non era cosa semplice. Non ci deve sorprendere, quindi, se già  nel 1802 si stessero cercando soluzioni alternative per l’attraversamento di quel tratto di mare.

Fu l’ingegnere minerario francese Albert Mathieu Favier a proporre, per primo, la realizzazione di un tunnel sotto l’acqua del Canale della Manica, che consentisse  l’attraversamento di quel tratto di mare alle carrozze trainate dai cavalli, ma il suo progetto, nonostante l’appoggio di Napoleone Bonaparte, fu respinto dagli inglesi, timorosi, giustamente, che l’intento fosse quello di invadere l’Inghilterra.

Studio del tunnel sotto marino di M. A. Thomé de Gamond – Gallica – Pubblico Dominio

Nel corso del XIX, l’idea venne ripresa e fu il francese Aimé Thomé de Gamond (1807-1876) a intraprendere le prime vere indagini geologiche e idrografiche per la realizzazione dell’opera, anche se dovette aspettare fino al 1875, quando il Parlamento inglese e quello francese autorizzarono la Channel Tunnel Company Ltd a perforare i primi pozzi su entrambi i lati del Canale. Continua a leggere

Quel genio di Leonardo… (da Vinci)

Leonardo_selfIl 2019 è l’anno di Leonardo Da Vinci. Ricorrono, infatti, quest’anno i 500 anni dalla morte di uno dei geni indiscussi del Rinascimento italiano e numerosi sono gli eventi organizzati in tutta Italia per celebrare il suo multiforme ingegno. Anche la redazione di BiblioMediaBlog vuole unirsi alle celebrazioni proponendo una serie di risorse utili per conoscere un po’ più da vicino l’uomo, nato a Vinci nel 1452 e morto ad Amboise – in Francia – il 2 maggio 1519, che ha rivoluzionato sia le arti figurative sia la storia del pensiero e della scienza.

Architetto, artista, scienziato, già allievo di Andrea Del Verrocchio, Leonardo si distinse subito per la vastità dei suoi interessi e per i contributi che diede anche nelle materie scientifiche. Dalla sua perspicace osservazione della natura e, soprattutto, dalla sua capacità di saper coniugare ricerca scientifica e attività artistica nacquero capolavori come la Gioconda o l’Ultima cena, ma anche intuizioni notevoli, come l’idea che un giorno l’uomo sarebbe stato in grado di volare. Continua a leggere

Svegliatevi e amate di più. L’arte di Kate Tempest

Tempest riesce a mettere insieme la tradizione poetica degli antichi, il mito e la tragedia greca, quella scespiriana e l’hip hop. Le sue performances sul palco sono elettriche: voce potente e al tempo stesso dolce, sguardo disincantato e al tempo stesso carico di pietas umana: da un estremo all’altro dunque, con un’eleganza incredibile e una cadenza impeccabile. Tempest è un’osservatrice imperdibile dei disastri psicologici ed emotivi del nostro frenetico tempo che strappa il cuore e i desideri ai più giovani e li spinge a correre, correre, correre, per raggiungere traguardi, successi, visibilità, lasciandoli spesso. nudi e disperati in bilico su una vita che non fa sconti a nessuno tantomeno a loro. Loro, i giovani, che dovrebbero essere in prima fila e invece vengono ricacciati nelle retrovie a sputare sangue e sogni. In bilico tra amore e rabbia, sentimentalismo e disincanto.

Queste parole sono di Simona Vinci, scrittrice italiana che nel 2016 si è aggiudicata il Premio Campiello con La Prima Verità, e sono poste a introduzione de Le Buone Intenzioni, primo e finora unico romanzo di Kate Tempest edito in Italia da Frassinelli. Uno stile unico, quello dell’artista londinese classe 1985, che le ha permesso di ritagliarsi nell’ultimo decennio un ruolo di primo piano nella scena contemporanea grazie a opere teatrali (la sua piece di spoken word Brand New Ancients ha vinto il Ted Hughes Award nel 2013), poemi e raccolte di versi, due album di hip-hop visionario e apocalittico ed esibizioni live di portentosa intensità.

Una settimana fa è uscito un nuovo singolo, Firesmoke, anticipazione del prossimo disco in arrivo a giugno, e ci è venuta voglia di riscoprire tutta la produzione di Tempest a partire dal precedente Let Them Eat Chaos: un album acclamato dalla critica internazionale e accompagnato da un libro di una ventina di pagine che ne raccoglie il testo, pubblicato qui da noi da Edizioni E/O in una traduzione di Riccardo Duranti che, sebbene perda molto del fascino, della ricchezza immaginifica e della fluidità dell’originale, consente anche a chi non ha dimestichezza con la lingua dell’autrice di afferrarne il valore letterario (niente paura: dopo la traduzione, è riportato anche il testo in lingua); un viaggio notturno nel cuore di tenebra della civiltà contemporanea che vogliamo ripercorrere con voi. Ma prima, un riadattamento di Shakespeare: Continua a leggere