Jennifer Armentrout e il genere del romance

Jennifer L. Armentrout è una delle scrittrici di maggior successo della letteratura Young e New Adult; costantemente prima nelle classifiche di vendita, vincitrice di premi, tra cui il RITA Award nel 2017, capace di passare dal rosa, al fantasy, al thriller in maniera credibile ed efficace, negli anni si è imposta come punto di riferimento per i lettori di tutto il mondo, giovani e non. Scopriamo i motivi di questo successo, con una veloce panoramica degli aspetti principali che caratterizzano alcune delle sue serie di romanzi.

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Con lo pseudonimo di J. Lynn ha scritto la serie romance Wait for You nella quale le coppie rotagoniste di ciascun romanzo si conoscono, si scoprono, hanno la possibilità di superare traumi e dolori del proprio passato. Proprio il tema del dolore che ogni personaggio si porta dietro è un aspetto caratteristico dei suoi romanzi, trattato in maniera convincente, credibile e perfettamente cucito sui diversi protagonisti. Profondamente segnata dal passato e dalla sofferenza, ad esempio, è Avery in Ti aspettavo: una timida matricola che spera che il college possa rappresentare per lei un nuovo inizio. Grazie anche alla pazienza di Cameron, sempre sorridente e gentile nonostante un suo celato dolore, saprà uscire dal proprio guscio, farà cadere i muri protettivi, ricominciando a vivere.

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L’Africa raccontata dalle sue scrittrici

Le donne africane si sono affacciate sulla scena letteraria molto più tardi della loro controparte maschile a causa degli ostacoli culturali all’educazione femminile di quel contesto, ma anche del sessismo occidentale, importato dal sistema coloniale, che escludeva le ragazze dal processo di alfabetizzazione della popolazione.

FloraNwapa Efuru.jpgIl primo romanzo di una donna africana, Efuru, fu pubblicato nel 1962 nella collana African Writers Series dell’editore Heinemann. Scritto da Flora Nwapa – considerata la madre della letteratura africana moderna e scrittrice femminista, nonostante il suo iniziale rifiuto di tale etichetta – racconta la storia di una donna Igbo che abita in un piccolo villaggio rurale dell’Africa occidentale coloniale. Efuru è una donna indipendente, molto stimata per le sue abilità di commerciante e, nonostante non si ribelli mai completamente alla mentalità e alle prescrizioni della sua società, è capace di prendere le distanze da idee e retaggi maschilisti.

Fu solo negli anni ’70 del secolo scorso però che videro la luce altre opere di scrittrici di origine africana, si trattava di Aminata Sow Fall, Mariama Bâ (entrambe senegalesi francofone) e Buchi Emecheta (nigeriana, anglofona). Prime portavoci di una prospettiva femminile nella visione socio-politica dell’Africa, sino ad allora rappresentata esclusivamente dagli scrittori maschi, furono anche le prime ad affrontare le questioni relative alla soggettività femminile: la disuguaglianza di genere, il ruolo delle donne all’interno del matrimonio, le prescrizioni tradizionali per madri, mogli e figlie, il dramma dell’infibulazione. Continua a leggere

Eros: un gioco chiamato libertà

Audace nel contenuto e nel registro linguistico, Il gioco di Carlo D’Amicis, edito da Mondadori e finalista al Premio Strega 2018, affronta il tema del desiderio erotico nella sua accezione più trasgressiva di strumento di conoscenza di se stessi e degli altri, delineando il sesso come esperienza strettamente connessa all’esistenza.

Il gioco

Il romanzo racconta, attraverso la tecnica narrativa di tre interviste realizzate da uno scrittore, la vita di tre personaggi, Leonardo (nome in codice bull), Eva (la sweet) e Giorgio (il cuckhold) che si intrecciano in un triangolo amoroso piuttosto irrituale e che dura, tra sconvolgimenti e riassestamenti, per tutta la vita.

Tutti e tre esplorano il loro eros e le loro pulsioni e attraverso di essi ci invitano a riflettere su come usare la libertà, anche alla luce della strettissima e  relazione che hanno vissuto con i propri genitori. Per Leonardo e Giorgio , infatti,  la spregiudicatezza che caratterizza il loro impulso sessuale non è altro che un modo per liberarsi dalla presenza asfissiante della figura paterna e per dare significato, anche a livelli estremi, alle loro esistenze. Per Eva, invece, il sesso è consapevolezza dei propri istinti più intimi e, allo stesso tempo, affermazione della propria identità che contrasta con quella della madre e del resto della famiglia.    Il romanzo, quindi, non è solo un’indagine psicologica sui personaggi in quanto tali, ma anche sulle maschere, sui ruoli erotici che essi assumono nel gioco e sul perché essi li assumono:

la cosa più affascinante del sesso non è il sesso, ma tutto ciò che gli ruota attorno: in una sola parola, la vita.

Ecco, quindi, che l’intervistatore si trova a dover fare i conti non solo con il piacere ma anche con il dolore dei tre protagonisti, con le loro trasgressioni e le loro regole, la loro noia e la loro eccitazione, la libertà e il possesso. Le interviste diventano, dunque, il mezzo per mettere a nudo quell’umanità struggente e alle volte esilarante che rende Leonardo, Eva e Giorgio così vicini a noi. Il lettore entra così nel vivo della materia affettiva mantenendo un certo distacco e riflettendo sulla necessità che tutti noi abbiamo di rompere gli schemi e di dare spazio alla dimensione umana, intimamente connessa con quella sessuale e con i sentimenti, elemento centrale del nostro vivere.

L’ebook è scaricabile per 14 giorni, cercatelo sul vostro portale MediaLibrary! Se non fosse presente, rivolgetevi al vostro bibliotecario di fiducia.

Buona lettura!

Leggere Sylvia Plath – un avvio

“Erano ventun notti che non dormivo.
Mi sembrava che la cosa più bella del mondo doveva essere l’ombra, le mille mobili forme e i mille anfratti dell’ombra. C’era ombra nei cassetti delle scrivanie, negli armadi, nelle valigie, ombra sotto le case, gli alberi, le pietre, ombra dietro gli occhi e i sorrisi della gente, e ombra, miglia e miglia e miglia di ombra, sulla faccia notturna della terra.”

plath cover

Non è facile accostarsi a una poetessa preceduta dalla fama del proprio suicidio. La poesia stessa è un genere letterario non per tutti. Ecco perché Sylvia Plath, autrice statunitense morta a Londra nel 1963, è spesso un nome “sentito dire” ma non realmente conosciuto. Letta da chi ama la poesia o la letteratura moderna scritta da donne e femminista prima dei movimenti femministi degli anni Sessanta e Settanta, nonostante sia ritenuta un classico della letteratura americana del Novecento è oggetto di un culto per non molti adepti, almeno in Italia.
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I “miracoli” del riordino

Avete mai sentito parlare del metodo KonMari?

Se la risposta è no, non preoccupatevi, siete nel posto giusto al momento giusto. Oggi parleremo di decluttering o, per usare un termine più tradizionale, di riordino. Quale migliore occasione della fine dell’estate per riorganizzare un po’ la casa e, perché no, anche le nostre vite? Nonostante i buoni propositi però, questa attività potrebbe risultare molto faticosa, emotivamente e fisicamente. Forse è anche per questo che molti hanno deciso di affidarsi al metodo della consulente giapponese Marie Kondo e leggere Il magico potere del riordino in cerca di qualche consiglio.

KondoOtto milioni di copie vendute in 30 paesi, uscito in Italia per l’editore Vallardi nel 2014, è ancora oggi nelle classifiche dei libri più venduti e risulta uno dei libri più scaricati sui diversi portali MLOL presenti sul territorio italiano.

Negli ultimi tempi il tema del riordino è tornato molto in voga, ma cos’ha di diverso il metodo KonMari rispetto agli altri?
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