L’umorismo e le illustrazioni esilaranti di Peter Newell

Molto tempo prima di Richard Scarry o del Dr Seuss — illustratori e autori di libri per bambini famosissimi in tutto il mondo, apprezzati per umorismo e ironia — c’era stato in America un artista capace di intrattenere grandi e piccini con le sue esilaranti illustrazioni “sottosopra” e con storie in rima stravaganti, intessute di giochi di parole; un artista il cui humour gentile e fantasioso è considerato il precursore dell’umorismo dell’assurdo sviluppato successivamente dal New Yorker e i cui libri hanno anticipato i “libri oggetto” di Bruno Munari e Fortunato Depero.

Si tratta di Peter Newell, scrittore e artista nato in Illinois il 5 marzo 1862, durante la guerra civile americana. Vissuto nella fattoria di famiglia fino al 1883 (quando si trasferì a New York per iscriversi alla Art Students League), sin da piccolo mostrò uno scarso interesse per le attività agricole e una grande passione per il disegno, unita a un originale senso dell’umorismo. Si racconta ad esempio che, quando ancora frequentava le scuole pubbliche locali, si fosse messo parecchie volte nei guai a causa delle caricature degli insegnanti che disegnava sulla lavagna di classe. Continua a leggere

Le farfalle di Maria Sibylla Merian su MLOL

Nell’estate del 1699, dal porto di Amsterdam, una donna di 52 anni e la figlia ventenne si imbarcarono su un mercantile diretto in Sud America, nella colonia olandese del Suriname. Arrivarono a destinazione dopo una traversata di tre mesi e lì rimasero per due anni attraversando il paese in lungo e in largo, prime donne esploratrici.

Maria Sibylla Merian portrait colors Si trattava di Maria Sibylla Merian (1646-1717) – una delle più grandi ricercatrici e disegnatrici di insetti di tutti i tempi e della figlia Dorothea; lo scopo del loro viaggio era quello di studiare le farfalle.

Si potrebbe pensare che si trattasse di un ambito di ricerca innocuo e idoneo ad una donna, soprattutto se collegato alla seta, tessuto prezioso e molto ambito a quei tempi. Ma non era così. In un’epoca storica in cui raramente le donne lavoravano al di fuori delle mura domestiche e non erano nemmeno ammesse agli studi universitari, madre e figlia avevano intrapreso, da sole, una spedizione naturalistica.

Non era la prima delle sfide affrontate da Maria Sibylla nella sua vita.

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Una collezione di mappe storiche

È appena arrivata tra le Risorse Open di MLOL una serie di 150 mappe e carte geografiche storiche, che la Biblioteca comunale di Trento ha digitalizzato e reso disponibili su Wikimedia Commons, la più grande raccolta al mondo di immagini e altri file multimediali liberamente disponibili anche per essere riutilizzati.
Prospect und Grund-riss der Kayserl. Residenz-Stadt Wien mit negst anligender Gegend und neuen Linien umb die Vorstädt - CBT 5877994

Le carte digitalizzate sono raccolte nell’Atlantis Magni Tomus Tertius, uno dei cinque volumi di cui consiste l’intera collezione, per un totale di 665 tra carte geografiche e altre incisioni. Continua a leggere

Storie stupefacenti su MLOL

Edgar Allan Poe può essere giustamente considerato il padre della “scientifiction”. Fu lui a dare origine al genere, intrecciando sapientemente elementi romanzeschi e scientifici. Jules Verne, con i suoi stupefacenti romanzi, anch’essi sapientemente intessuti di elementi scientifici, lo seguì. Poco più tardi arrivò H.G. Wells le cui storie di “scientifiction”, come quelle dei predecessori, sono divenute famose e immortali

Queste le parole che Hugo Gernsback, fondatore del Pulp Magazine Amazing Stories, affidò al suo editoriale del primo numero della rivista, non solo coniando il termine “scientifiction” che da lì in poi avrebbe indicato il genere (evolvendosi in science fiction e in sci-fi) ma anche delineando chiaramente la sua visione.

Era l’aprile del 1926 e Gernsback (che aveva l’ambizione di rinnovare il panorama dell’editoria americana) dava il via alla prima e più longeva rivista in lingua inglese, erede dei Dime Novels, dedicata alla storie di fantascienza, a storie stupefacenti, intessute di fatti scientifici e visioni profetiche come quelle di Poe, Verne e Wells.

Edgard Allan Poe era stato non solo un autore di racconti brevi, la forma preferita dagli autori della futura fantascienza, ma aveva anche attraversato i temi dell’ignoto e dell’infinito, si era occupato di alterazioni dello stato di coscienza, di realtà alternative, di viaggi sulla luna e della fine del mondo. Continua a leggere

La musica di Jane Austen su MLOL

Chi ha letto i suoi romanzi lo sa: Jane Austen amava la musica.
Non c’è un suo romanzo in cui non si ascolti, suoni, canti o parli di musica e, nelle sue opere, è spesso utilizzata per accentuare un’emozione e creare un effetto drammatico o, al contrario, per allentare la tensione, introducendo intermezzi umoristici.

CHWJA/19/1 -University of Southampton – CC BY-NC-ND 3.0

Non solo l’ascoltava, ma, come molte signore dell’epoca Regency, Jane Austen sapeva anche suonarla e, di riflesso, anche i suoi personaggi femminili.
Il grammofono sarebbe stato inventato molti anni più tardi e l’unico modo, allora, per ascoltare la musica, accompagnare il canto o le danze, era quello di suonarla dal vivo. Il compito veniva affidato prevalentemente alle donne di casa, la cui educazione prevedeva lo studio della musica e del canto, a musicisti locali o, nel caso delle famiglie più ricche, a musicisti famosi, pagati per i loro concerti privati.

In Orgoglio e pregiudizio, per citare la sua opera più famosa, diversi personaggi femminili, pensiamo a Mary ed Elizabeth Bennet, le sorelle Bingley e Georgiana Darcy, sanno cantare o suonare con abilità, e ci si sofferma anche a valutare i loro diversi stili: a Mary Bennet, ad esempio, si riconosce l’ottima tecnica, priva però dello stile personale e dell’espressività del bel canto della sorella Elizabeth e quindi un po’ pedante.

Come Anne Elliot in Persuasione, Jane Austen ⎯ che aveva studiato sotto la guida dell’organista della cattedrale di Winchester ⎯ ogni mattina, prima che i suoi familiari si svegliassero, faceva pratica al pianoforte, suonava durante le serate per intrattenere la sua famiglia e, a detta della nipote Caroline, aveva un talento naturale per la musica, la cui importanza per le famiglie dell’epoca è testimoniata da diversi aspetti.

Pensiamo, innanzitutto, allo spazio riservato agli strumenti: quello per il pianoforte nella casa degli Austen di Chawton o quello, ritornando ad Orgoglio e pregiudizio, della stanza dedicata esclusivamente alla musica che Mr Darcy fa riservare per la talentuosa sorella.

G G Kilburne - The music room
Ma non dimentichiamo le raccolte di spartiti, gli album musicali di famiglia. Gli Austen ad esempio lasciarono quasi 600 opere, sia manoscritte che a stampa, e la stessa Jane raccolse e copiò a mano numerosissimi spartiti presi in prestito da amici e familiari.

Grazie al lavoro di classificazione, restauro, conservazione e digitalizzazione ad opera della Biblioteca Hartley dell’Università di Southampton che li ha acquisiti, gli album musicali della famiglia Austen ora sono consultabili on line, anche partendo da MLOL (li trovate nella sezione Spartiti Musicali selezionando University of Southampton nel filtro Distributori). Degli otto volumi che costituiscono la raccolta, due furono scritti a mano soprattutto da Jane, uno da un altro familiare, mentre i restanti contengono spartiti di canzoni, opere per pianoforte e musica da camera, provenienti da varie fonti. Così, sfogliando le sue carte, scopriamo le preferenze musicali di Jane: canzoni e danze popolari, brani di autori dell’epoca (Mozart, Handel e Beethoven) considerati ora dei classici, ma anche di compositori alla moda le cui tracce si sono perse nel tempo e ormai pressoché sconosciuti.

Dopo aver ammirato il paziente lavoro di trascrizione di Jane e scoperto i suoi gusti musicali, grazie a MLOL è anche possibile ascoltare la sua musica. Nella sezione Audio infatti sono presenti diverse raccolte provenienti dalla banca dati musicale Naxos. Vi segnaliamo in particolare Jane Austen Collection, che raccoglie esecuzioni con strumenti tradizionali delle musiche presenti nell’album familiare,
Jane’s hand – The Jane Austen Songbooks e Vocal Music (Jane Austen’s Songbook – Favourite Vocal Music, collected and copied out in her own hand) che riproducono musiche provenienti prevalentemente dal mondo del teatro, trascritte dalla Austen, ed anche Keyboard Sonatinas Nos. 5 and 10 / Flute Sonata No. 4 (Jane Austen Entertains – Music from her own library), i recital, sempre provenienti dalla raccolta di famiglia, che ci restituiscono il clima delle serate musicali dell’epoca.
Ci sembra una bella opportunità  per approfondire la conoscenza di una delle scrttrici più amate e lette, nel bicentenario della sua morte.