Jesse Owens e la TV italiana: anno 1960

The road to the Olympics, leads to no city, no country. It goes far beyond New York or Moscow, ancient Greece or Nazi Germany. The road to the Olympics leads — in the end — to the best within us.

Jesse Owens 1936Ieri, 12 settembre, è caduto l’anniversario della nascita di Jesse Owens, atleta statunitense morto nel 1980 famoso soprattutto per aver partecipato alle Olimpiadi di Berlino nel 1936, dove riuscì – uno fra i pochi atleti di colore presenti – a vincere quattro medaglie d’oro (per i 100 metri, il il salto in lungo, i 200 metri e la staffetta). Il record restò ineguagliato fino al 1984, quando Carl Lewis riuscì a fare lo stesso a Los AngelesContinua a leggere

From One Second to the Next di Werner Herzog

Oltre 100.000 incidenti coinvolgono ogni anno persone che scrivono messaggi mentre sono al volante. I numeri stanno aumentando rapidamente

Queste sono le parole con cui si apre From One Second to the Next, documentario di Werner Herzog realizzato nel 2013 su commissione di AT&T, Verizon, Sprint e T-Mobile allo scopo di sensibilizzare gli automobilisti (e particolarmente i giovani automobilisti) sui pericoli dell’uso del telefono cellulare mentre si è alla guida. Interamente disponibile su Youtube, il filmato è stato selezionato per la collezione di risorse Open di MLOL. Unica avvertenza: l’opera è in lingua inglese, ma è possibile attivare i sottotitoli, anche se sempre in lingua originale.

herzog2

Werner Herzog non ha certo bisogno di presentazioni: se volete approfondire il suo percorso artistico potete leggere una monografia a lui dedicata su Ondacinema, oppure una bellissima raccolta di interviste edita da Minimum Fax, dal titolo Incontri alla fine del mondo, disponibile sia su MLOL che sul nuovo servizio di ebook subscription MLOL Plus. Al cineasta tedesco si devono capolavori come Aguirre Furore di Dio, Fitzcarraldo o L’Enigma di Kaspar Hauser, ma anche uno sguardo rivoluzionario all’arte del documentario, che lo ha portato soprattutto nella tarda età a realizzare pietre miliari come Apocalisse Nel Deserto o Grizzly Man. Continua a leggere

La mala ordina… MLOL risponde

All’inizio degli anni ’70 si sviluppò in Italia un genere cinematografico che prendeva le mosse dal noir e dal poliziesco, e che riadattava al racconto dei fatti di cronaca nera dell’epoca elementi tipici del cinema spaghetti western: parliamo del poliziesco all’italiana o poliziottesco, come lo ribattezzò la critica del tempo. Protagonisti di questi film infatti, ambientati nelle grandi città italiane in preda a lotte tra bande criminali, corruzione e malavita – Milano, Roma, Napoli – sono poliziotti, spesso di indole anarcoide, che cercano di riportare giustizia con metodi poco ortodossi, a volte abbassandosi alle logiche criminali per prevalere sui banditi a cui danno la caccia. A differenza del noir classico, dove le indagini portano alla soluzione del caso e al trionfare della giustizia, qui non c’è la distinzione netta tra buoni e cattivi, la violenza esplode feroce – con sequenze che rimandano al cinema splatter e horror- l’azione è incalzante e sottolineata fortemente dalla musica che diventa parte integrante della narrazione, la caratterizzazione dei personaggi è estrema e a tratti grottesca (diventando esplicitamente comica in tutto un sottofilone più tardo del genere, che finì con lo sfociare in una parodia di se stesso), il finale non è consolatorio.
Continua a leggere

Elio Petri: due film del grande regista disponibili su MLOL

Elio Petri fa parte di quella generazione di registi italiani che tra gli anni sessanta e settanta rielaborarono il patrimonio del neorealismo, la base teorica e stilistica di un modo di fare cinema che in quegli anni intraprendeva nuove direzioni. Scriveva Petri già nel 1957:

Il Neorealismo, se non è inteso come vasta esigenza di ricerca e di indagine, ma come vera e propria tendenza poetica, non ci interessa più […] Occorre fare i conti con i miti moderni, con le incoerenze, con la corruzione, con gli esempi splendidi di eroismi inutili, con i sussulti della morale: occorre sapere e potere rappresentare tutto ciò.

Petri è considerato uno degli eredi diretti di quella corrente: prima che regista, infatti, fu critico cinematografico per l’Unità, dal 1949, e imparò il mestiere da Giuseppe De Santis, uno dei più importanti esponenti del cinema neorealista, con il quale collaborò alla sceneggiatura di vari film tra cui Roma ore 11 e Un marito per Anna Zaccheo. Dopo dieci anni di attività come sceneggiatore, girò il suo primo lungometraggio nel 1961 : L’assassino (protagonista è Marcello Mastroianni, del quale era diventato amico durante le riprese di Giorni d’amore di De Santis) è un thriller in cui lo stile di Petri si può già definire come un “neorealismo esistenziale”, in cui grande spazio hanno la sottile analisi psicologica dei personaggi, e in cui il grottesco è categoria fondamentale per descrivere i rapporti sociali, le aberrazioni del potere, l’alienazione dell’uomo nella società dei consumi.

Seconda opera di Petri è I giorni contati, del 1962, che fa parte della collezione Open di MLOL e che potete guardare in streaming dal vostro computer.

immagine in PD da Wikimedia Commons

Continua a leggere

Cary Grant e la guerra dei sessi, secondo Howard Hawks

Ah, tu hai un’idea all’antica del divorzio, come se fosse eterno, fino a che morte non vi riunisca. Oggi però il divorzio non vuol dire più niente, Hildy, sono 2 parole dette da un giudice distratto.
“His Girl Friday”

Howard Hawks 2Forse il nome di Howard Hawks (1896-1977) non dice molto ai più, ma in realtà è stato uno dei più grandi, prolifici ed eclettici registi dell’epoca d’oro di Hollywood. A lui dobbiamo classici del western come Un dollaro d’onore, capolavori noir come Il grande sonno, o commedie musicali come Gli uomini preferiscono le bionde (tanto per citarne solo alcuni – ma i film di cui ha firmato la regia sono una cinquantina, molti dei quali sono entrati a pieno diritto nella storia del cinema). Paradossalmente, fu proprio la sua straordinaria capacità di muoversi all’interno dei generi più diversi a farlo considerare – per molti anni – nulla più che uno dei tanti bravi “artigiani” della Hollywood classica, e venne rivalutato solo alla fine degli anni ‘50 dai critici dei Cahiers du cinéma. Continua a leggere