La diseducazione di Cameron Post – Emily M. Danforth

Oggi scopriamo il libro da cui è stata tratta la sceneggiatura de La diseducazione di Cameron Post, film diretto da Desiree Akhavan, regista statunitense di origini iraniane, vincitore del gran premio della giuria all’ultimo Sundance Film Festival e uscito anche in Italia. (Qui si trova una bella intervista ad Akhavan, in inglese).

epub9788858695043Si tratta dell’omonimo romanzo di Emily M. Danforth: un libro scritto davvero bene, una scrittura che prende, che avvolge, che mette il lettore esattamente accanto alla protagonista facendogliene assumere il punto di vista per poter guardare insieme a lei tutto quel che le sta attorno e le capita.

Nell’estate del 1989 Cameron Post diventa orfana di entrambi i genitori, morti in un incidente stradale in un luogo molto significativo per la famiglia della madre, scampata lì ragazzina a un terribile terremoto.
La prima sensazione è di senso di colpa e sollievo insieme: i suoi genitori non sapranno mai che ha appena baciato la sua amica Irene, lasciando rivelare pure a se stessa la propria omosessualità. Continua a leggere

Un’eredità di avorio e di ambra – Edmund de Waal

Che cosa fa sì che un artista, ceramista di fama internazionale, decida per qualche tempo di lasciare il proprio amato laboratorio e di mettersi a viaggiare per città e archivi allo scopo di scrivere la storia della propria famiglia d’origine?

Nel caso di Edmund de Waal, è stata l’eredità di una particolarissima collezione di oggetti, 264 netsuke, sculture giapponesi piccolissime, rappresentanti persone o animali in momenti fugaci della vita quotidiana, oggetti in avorio, legno o altri materiali scolpiti generalmente da anonimi artigiani. Dotati in origine di una funzione puramente strumentale (tenere fissati alla cintura del kimono alcuni piccoli contenitori che sostituivano le tasche), diventarono col tempo miniature dal valore artistico dalle mille varianti (le professioni, i topolini, le figure erotiche…) e finirono inevitabilmente per diventare oggetti da collezione. E così fu, anche in occidente, proprio nel momento della grande infatuazione per l’arte giapponese nella seconda meta dell’Ottocento.  Continua a leggere

Vocable: la rivista d’attualità per imparare le lingue straniere

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L’edicola di MLOL è ricca di riviste da tutto il mondo e in tantissime lingue, non tutti però le conoscono bene o hanno quella padronanza che consente loro di comprendere testi complessi dal punto di vista lessicale e sintattico come quelli pubblicati dai maggiori organi di stampa, destinati ai madrelingua.

Per questa ragione in alcune nazioni, soprattutto quelle non anglofone, sono nate riviste dedicate a chi sta imparando una lingua straniera i cui articoli, oltre a presentare diversi gradi di difficoltà, sono solitamente accompagnati da note esplicative che favoriscono l’apprendimento.

Una di queste è Vocable, il quindicinale francese che attraverso articoli tratti da giornali internazionali e notizie d’attualità si propone come strumento per migliorare l’inglese, il tedesco e lo spagnolo. Fondato nel 1983 da Dominique Lecat, pubblicato dalla Maubeugeoise Publishing Company e riconosciuto nel 2011 dal Ministero dell’Istruzione francese come rivista di interesse pedagogico, è disponibile in quattro diverse versioni:

Vocable All english, in cui gli articoli e le note esplicative sono in inglese e che, al posto della traduzione dei vocaboli, propone dei sinonimi nella stessa lingua.
Vocable Spagnolo (Espagnol), Vocable Tedesco (Allemand) e Vocable Inglese (Anglais) sono invece le versioni con testi nelle tre lingue ma con note e traduzione dei vocaboli in lingua francese.

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Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio – Amara Lakhous

edgt3003Chi vive a Roma sa bene che Piazza Vittorio, nel cuore del rione Esquilino, è divenuta il punto di aggregazione per eccellenza delle comunità straniere stabilitesi nella Capitale, con tutte le conseguenze, positive e negative, del caso. Tra queste, non si può non ricordare il clima di reciproca diffidenza e incomprensione che spesso si è venuto a creare tra i migranti e gli abitanti del centralissimo quartiere romano.

Con Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio, opera uscita per le Edizioni E/O nel 2011, Amara Lakhous – scrittore, giornalista e antropologo algerino con cittadinanza italiana – mette a nudo stereotipi e pregiudizi attraverso un romanzo poliziesco corale.

Nell’ascensore di un palazzo in Piazza Vittorio, dove convive – suo malgrado – un’affollata comunità multietnica, viene ritrovato il cadavere di un piccolo delinquente, il Gladiatore. Le indagini si concentrano su Amedeo, esule algerino, ma i condomini formulano ipotesi diverse dando luogo, così, a un intreccio di tante verità: quelle dell’aspirante regista olandese, della bisbetica portiera napoletana, del professore milanese che detesta i romani, del cuoco iraniano che odia la pizza, della signora che vive per il suo cagnolino, della badante peruviana e della ragazza impegnata nel volontariato. Continua a leggere

I maestri dell’illustrazione botanica del XVIII secolo

I libri di scienza odierni sono ricchi di fotografie dettagliate, scattate sia con obiettivi macro che con microscopi elettronici, che consentono di cogliere e studiare dettagli altrimenti invisibili ad occhio nudo e svelano a tutti l’infinitamente piccolo: particolari di stami, di cellule o embrioni. Prima dell’invenzione della fotografia, il compito di svelare, testimoniare e registrare visivamente le specie vegetali e animali era affidato invece all’illustrazione botanica o zoologica, al lavoro di artisti e illustratori con specifiche abilità, quale l’attenzione al dettaglio ad esempio, e conoscenze tecniche in ambito naturalistico.

La pratica dell’illustrazione botanica, cioè l’arte di dipingere le forme, i colori e i dettagli della flora, viene fatta risalire al I secolo, quando Dioscoride Pedanio – medico, botanico e farmacista greco che esercitò a Roma ai tempi dell’imperatore Nerone – scrisse il De Materia Medica, arricchendolo di illustrazioni che consentivano ai suoi lettori di identificare le piante utilizzate in campo medico (la copia qui sopra proviene dalla collezione della Bodleian Library). Fu però nel XVIII secolo che, grazie ai progressi fatti dalla stampa, alla sua maggiore accuratezza nei colori e nei dettagli, quella dell’illustratore divenne una professione di tutto rispetto.

Sfogliando la sezione open di MLOL è possibile ammirare le opere – sia le singole tavole che intere monografie o riviste – di illustratori di quel particolare periodo storico, considerati i maestri dell’illustrazione botanica, grazie al paziente lavoro di digitalizzazione e all’accesso libero garantito da importanti istituzioni quali il Missouri Botanical Garden, la Biodiversity Heritage Library, il Metropolitan Museum of Art o il progetto Old Book Illustrations.

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Maria Sibylla Merian – CC BY 3.0 – via Wikimedia Commons

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