Talking Classics: audiolibri in inglese in MLOL

Se seguite il nostro blog o se utilizzate MLOL, sapete che, tra le tante risorse disponibili e scelte per voi dai sistemi bibliotecari aderenti, c’è anche Freegal, una ricchissima banca dati musicale che offre più di otto milioni di tracce dai cataloghi Sony, IODA e The Orchard pronte per essere scaricate in modo legale e gratuito (ne avete a disposizione 3 a settimana). Le tracce in formato Mp3, una volta effettuato il download, diventano di fatto di vostra proprietà e potete fruirne sui dispositivi preferiti, senza limiti di tempo.

Nei nostri post vi abbiamo anche suggerito alcuni artisti della scena nazionale e internazionale presenti in Freegal, nuove uscite ma anche grandi classici della musica degli ultimi sessant’anni che potete recuperare selezionando Musica tra le Categorie del nostro blog, oppure Freegal o Mp3 tra i Tag.
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Freegal però offre anche delle interessanti registrazioni non musicali e, fra queste, tantissimi audiolibri prevalentemente in lingua inglese oltre che in spagnolo, francese e persino in polacco. E cosa c’è di meglio dell’ascolto di opere in lingua originale per migliorare non solo la comprensione di una lingua straniera ma anche la nostra pronuncia? Continua a leggere

Un fantasma di nome Burial: inquietudini londinesi e il malinconico suono degli anni Zero

Nel libro Retromania, Simon Reynolds, uno dei più famosi e stimati critici e scrittori musicali attualmente in vita, analizza la musica degli ultimi quindici anni mettendo in evidenza come dopo gli anni ’90 non siano mai emersi movimenti musicali genuinamente nuovi. Il retrofuturismo, la trasposizione al futuro del fantasma di ciò che è stato, è diventato il canone estetico predominante e, seppure in realtà nella storia della musica tutte le nuove correnti siano sempre state fino a un certo grado dei rimescolamenti di quanto già sentito, mai come negli ultimi anni la rielaborazione e la riproposizione sistematica di quanto già creato è diventato il modo di fare più diffuso, con dinamiche simili sia all’interno del mondo mainstream che in quello DIY (Do It Yourself).

L’analisi di Reynolds, per quanto spietata, è difficilmente contestabile: viviamo nell’epoca del “tutto e subito”, con possibilità praticamente illimitate di conoscere e ascoltare qualsiasi cosa venga pubblicata o condivisa, ma difficilmente riusciremo nuovamente a sentire quella musica “che ti cambia la vita” come è potuto succedere nelle decadi passate.  Continua a leggere

Violoncelli rock: i 2Cellos

“Dateci un violoncello che faremo la rivoluzione”: questo assicurano i 2Cellos, i due giovani violoncellisti di nazionalità croata e slovena, Luka Sulic e Stjepan Hauser, che stanno ottenendo un successo planetario, travolgente al punto da realizzare tournée in tutto il mondo con concerti per lo più in sold out.

La loro è indubbiamente una proposta musicale avvincente in quanto fonde in modo innovativo il repertorio classico con quello rock. Continua a leggere

I’ll slip away – L’imprevedibile storia di Sixto Rodriguez

Tra i moltissimi album che potete trovare nella nostra discografia in download su MLOL ce ne sono due, Cold Fact e Coming from Reality, la cui storia, tanto incredibile quanto vera, merita davvero di essere raccontata.

Detroit. Anni ’70
Sixto Diaz Rodriguez, giovane trentenne proveniente da una famiglia di immigrati messicani, si esibisce dovunque gli sia offerto un palco, bettole e strip club soprattutto. Di giorno si spacca la schiena lavorando per alcune ditte di costruzioni, mentre la sera, armato di sola chitarra, canta la dura vita della working-class prigioniera nel grigiore delle periferie della Motor City, canta dei poveri, dei tossici, degli hard-worker, di tutti i grandi sconfitti che provano a tirare avanti sotto la lunga ombra dei grattacieli. Continua a leggere

1989-1994: cinque anni di grande musica britannica su MLOL

Tra la fine degli anni Ottanta e la prima metà degli anni Novanta, praticamente in contemporanea alla stagione rabbiosa del grunge e delle band di Seattle, il pop britannico vive una stagione indimenticabile, che getterà le basi per quasi tutto quello che verrà in seguito. Non stiamo parlando ancora di britpop e delle conseguenti derive modaiole che tra il 1995 e il 1996 – gli anni d’oro del genere, commercialmente parlando – trascenderanno spesso la qualità della musica, ma di pietre miliari che nel corso degli anni influenzeranno schiere di musicisti e la cultura popolare stessa. L’omonimo degli Stone Roses, Screamadelica dei Primal Scream, Definitely Maybe degli Oasis: ve ne parliamo oggi su BiblioMediaBlog, li trovate da scaricare per intero su MLOL.

Stone Roses – Stone Roses (1989)

thestonerosesCominciamo da qui, da uno degli album pop più belli di ogni tempo: il movimento Madchester, la psichedelia, la dance, le buone – buonissime – vibrazioni della seconda Summer Of Love. L’omonimo Stone Roses sarà di fatto l’esordio sulla lunga distanza della band e anche il suo epitaffio; il pur non disastroso Second Coming arriverà dopo cinque anni di tour e beghe legali e sarà tutt’altra cosa, privo della poesia che aveva fatto del quartetto un caso unico. La copertina cita Jackson Pollock, le chitarre di John Squire regalano squarci celesti di puro jangle pop e la sezione ritmica di Mani (bassista che ritroveremo nei Primal Scream) e Reni macina groove ballabilissimi, su cui si adagia soffice la voce di Ian Brown.  Continua a leggere