In viaggio con MLOL

“Il mondo è un libro, e chi non viaggia ne legge solo una pagina” scrisse più di 1500 anni fa Sant’ Agostino e questa citazione è ancor oggi attuale. Infatti l’uomo è sempre stato per sua natura un viaggiatore: partendo dalla preistoria con la ricerca di cibo e riparo, passando per le conquiste romaniche, e arrivando alle esplorazioni rinascimentali e alle grandi scoperte.

Oggi invece il viaggio è soprattutto “di piacere”, di comprensione di altre culture, di esplorazioni naturali, di conoscenza di opere d’arte, di curiosità per realtà lontane dalla nostra. Ogni anno sempre più persone intraprendono viaggi e i dati statistici mostrano che questa passione è in costante aumento: nel 2018 la Francia con 87 milioni di arrivi è stato il Paese più visitato al mondo, seguito da Spagna con 81 milioni e Stati Uniti d’America con 77 milioni. Continua a leggere

Letture on the road con MLOL

L’immagine di una strada aperta è in grado di evocare nitidamente, meglio di qualsiasi altra rappresentazione, uno degli aspetti costituenti dell’identità americana: il mito della libertà di andare ovunque e di diventare chiunque si voglia essere.
A partire dai sentieri aperti dai primi pionieri partiti alla scoperta del selvaggio West e alla conquista dell’ultima frontiera, la strada appare come uno spazio mitico di possibilità, una forma di opportunità e di espansione.
Nella vastità degli Stati Uniti e dei loro spazi aperti, ma anche nello spazio ancora più ampio dell’immaginazione personale, la strada offre nuovi orizzonti a chi si voglia liberare dai limiti sociali e familiari, rappresenta la liberazione o la fuga da sé e dal proprio passato, significa libertà, ribellione e possibilità di reinventarsi.

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Il passato prossimo di un mondo globale: Kapuscinski su MLOL

In passato, quando gli uomini giravano il mondo a piedi, a cavallo o per nave, il viaggio dava loro il tempo di abituarsi al cambiamento. Le immagini della terra scorrevano con lentezza, la scena del mondo si spostava un po’ alla volta. Un viaggio durava settimane, mesi. L’uomo aveva il tempo di abituarsi al nuovo ambiente, al nuovo paesaggio. Anche il clima mutava gradualmente, a tappe successive. Prima di raggiungere la fornace equatoriale, il viaggiatore proveniente dalla gelida Europa aveva già attraversato il grato tepore di Las Palmas, la canicola di El-Mahara e l’inferno di Capo Verde.
Ebano, 1998

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In un mondo ormai globalizzato e di voli low cost, il genere del reportage e la letteratura di viaggio ci raccontano di tempi in cui andare in paesi lontani era ancora un’avventura e una scoperta se non un rischio costante.
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