Lia Levi e la tragedia della storia

Sono trascorsi ottant’anni dalle leggi della vergogna, le leggi razziali promulgate dal governo fascista di Benito Mussolini nel 1938.

Precedute da un ignobile censimento e anticipate da una violenta campagna antisemita, esse escludono gli ebrei dalla scuola, dal mondo del lavoro, dalla vita civile. Nello stesso anno, trentadue paesi si riuniscono per affrontare il problema di migliaia di persone di origine ebraica in fuga da Germania e Austria: a parole tutti sono disposti ad accoglierli, in pratica nessuno li vuole. Si tratta di una tragedia nella tragedia che ricorda da vicino il dramma dei rifugiati dei nostri giorni e che Lia Levi ci rammenta con un’opera di particolare tensione narrativa, una sorta di monito contro la nostra indifferenza e contro la pochezza della nostra memoria storica.
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Ritratto di Natalia Ginzburg

L’edizione 2018 del Premio Strega ha visto in gara due belle opere ispirate ad altrettanti personaggi femminili del Novecento: Helena Janeczek si è aggiudicata il primo premio con La ragazza con la Leica, romanzo dedicato alla figura di Gerda Taro, giovane fotografa antifascista, compagna di Robert Capa, morta a soli 27 anni durante la guerra civile spagnola. Al terzo posto si è invece classificato La corsara di Sandra Petrignani, edito da Neri Pozza.

Il libro, incentrato sulla figura di Natalia Ginzburg, non appartiene al tradizionale genere del romanzo: si tratta piuttosto di un ritratto a tutto tondo, ed è al tempo stesso profilo biografico, ricostruzione del mondo sociale e culturale di un periodo, raccolta di aneddoti e testimonianze, nonché opera di sintesi sulla produzione letteraria di una scrittrice che ci ha lasciato una grande eredità morale e intellettuale. L’esito di questo lungo lavoro di ricerca, che si è protratto per diversi anni, è stato ampiamente lodato da critica e pubblico perché riesce ad essere al tempo stesso rigoroso e coinvolgente.
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Ascoltare (e riscoprire) i classici italiani

Aiuto alla lettura per chi ha problemi alla vista o è dislessico, sottofondo narrativo per chi passa molto tempo in viaggio, rituale d’ascolto serale o semplice alternativa alla lettura tradizionale, l’audiolibro è un genere che va rapidamente affermandosi anche in Italia.

Dopo i molti suggerimenti forniti in passato, eccoci ad alcuni dei maggiori classici della letteratura italiana. Testi noti ma spesso confinati nel lontano ricordo delle letture scolastiche o nell’indistinto di quello che non si è mai letto e di cui si è solo sentito parlare: una versione “da ascolto” può essere un modo per recuperarli, rileggerli, scoprici cose che non si erano notate prima.

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Che dire ad esempio di una versione integrale della Divina commedia di Dante letta da Ivano Marescotti?
Volto e voce nota nel panorama del cinema e del teatro italiani, la sua “familiarità” può essere un incoraggiamento nell’affrontare un testo così antico, spesso considerato non del tutto a ragione ostico, e scoprirne invece la fluidità e la comprensibilità per chi quella stessa lingua, in fondo, la parla ogni giorno.

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