MLOL si rinnova: i contenuti open

Sarete in molti ad aver notato che sulla nuova versione del vostro portale MLOL (entro il mese di luglio disponibile per tutti i sistemi bibliotecari), è stata messa in evidenza la sezione delle cosiddette risorse “open”. Di che cosa si parli utilizzando questo termine è una cosa che vi avevamo già spiegato alla nascita di questo blog, ma vale sicuramente la pena di riprendere ora l’argomento.

In sostanza, le risorse open sono quelle selezionate dalle biblioteche fra le moltissime disponibili in rete ad accesso aperto, di cui chiunque può fruire senza dover fare acquisti, inserire password, sottoscrivere abbonamenti di alcun tipo. Il motivo per cui ciò è possibile (e legittimo da un punto di vista legale) è che si tratta di opere i cui diritti d’autore sono scaduti, oppure che l’autore ha deciso di pubblicare dando al pubblico questa possibilità.
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Usare contenuti digitali nel rispetto del diritto d’autore: le licenze Creative Commons

Una delle prassi comuni di chi usa il web e i social network è l’uso delle immagini o altri contenuti senza fermarsi troppo a pensare se la possibilità di utilizzo è consentita dall’autore o da chi detiene i diritti sull’opera. A volte si tende a pensare che per il solo fatto di trovarsi liberamente in rete, un’immagine o altro contenuto creativo possano essere liberamente usati. Può anche capitare che ci si ponga il problema, ma non sempre in rete è facile risalire all’autore di un contenuto e alle condizioni per il suo utilizzo.
Dal momento che MLOL, nella sezione Open, offre molti contenuti riutilizzabili, proponiamo in questo post una breve guida all’uso delle licenze libere, soffermandoci sulle più note, le Creative Commons.

Ordering of Creative Commons licenses from most to least open

Queste licenze rappresentano un cambio di prospettiva nell’applicazione del diritto d’autore: offrono infatti un’alternativa al modello “tutti i diritti riservati”, introducendo il concetto di “alcuni diritti riservati”. Se con il primo modello nessuno può riusare un’opera (quindi per esempio usare un’immagine per il proprio blog, rielaborare l’immagine stessa, stampare un testo, ecc.) senza chiedere l’autorizzazione all’autore che ha creato l’opera o a chi ne detiene i diritti, con le Creative Commons è l’autore che, nel momento della pubblicazione dell’opera, decide quanti e quali usi della propria opera sono consentiti a chiunque voglia utilizzarla. In questo modo, basta controllare la licenza per capire immediatamente se si può usare una qualsiasi risorsa e a quali condizioni.

Tali condizioni sono predefinite e individuate nelle licenze Creative Commons in quattro prescrizioni, che combinate fra loro producono sei licenze, quindi sei diversi modi di utilizzare un’opera che variano appunto in base alle condizioni previste. Le esamineremo ora nel dettaglio, anche usando alcune risorse presenti nella sezione Open di MLOL per vederne la loro applicazione concreta. Continua a leggere