Il demone di mezzogiorno. Depressione: la storia, la scienza, le cure

«La sua verità ti sarà scudo e corazza; non temerai i terrori della notte né la freccia che vola di giorno, la peste che vaga nelle tenebre, lo sterminio dal demone del mezzogiorno»
Salmo 91

Pubblicato nel 2001, vincitore di innumerevoli premi e riconoscimenti e tradotto in 24 lingue, Il demone di mezzogiorno di Andrew Solomon è un libro che coniuga racconto individuale, sensibilità personale e un ottimo livello di divulgazione scientifica su un tema che tocca tantissime persone, ma di cui si parla raramente: la depressione.

Giornalista diviso fra New York e Londra, Solomon pubblica articoli e saggi che attraversano i campi della politica, della cultura e della psicologia. La caratteristica principale del Demone di mezzogiorno si trova però nel fatto che il suo sforzo divulgativo parte in questo caso dal racconto approfondito e privo di pudori della sua esperienza personale della depressione. O per meglio dire, il racconto personale è intessuto nell’intera struttura del libro, rendendone la lettura – nonostante la pesantezza del tema e la lunghezza della trattazione – molto gradevole.
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Per sempre o per molto, molto tempo – Caela Carter

Vorrei tanto poter entrare nel tuo cuore con un aspirapolvere e rassettare tutto per bene. Vorrei poter entrare nel tuo cuore in modo che tu possa sapere che ci sarò sempre, sempre.

Anche quando si cerca di evitare di incasellare un libro dentro specifiche categorie, ci sono comunque casi in cui è impossibile non farlo. Indubbiamente questo è un romanzo che parla di affido e adozione e della difficoltà di trovare un senso alla parola famiglia, ma anche alla propria nascita se non si hanno ricordi specifici al di là di poche immagini confuse. È anche un romanzo su una ragazzina che non riesce ad esprimersi come vorrebbe, che è bravissima con la matematica e con il conforto dei numeri e dei risultati esatti e che è convinta di non essere nata. Ecco, voi invece prendetelo come un viaggio.

I viaggiatori sono Flora e Julian, sorella e fratello separati da un solo anno di età, che – dopo anni passati tra diverse famiglie affidatarie – sono stati adottati da Emily e vivono in una casa dove l’amore di una mamma sarà “per sempre”. Continua a leggere

Imparare a fotografare con MLOL

Pronti a partire per le vacanze?
Prima di mettere in valigia la vostra macchina fotografica vi consigliamo di dare un’occhiata alle risorse dedicate alla fotografia disponibili su MediaLibrary.

Ci sono manuali per chi è alle prime armi come Fotografia digitale for dummies di Julie Adair King (2014), ad esempio, che illustra le funzioni base della macchina fotografica e offre anche consigli per l’acquisto del modello più adatto alla propria esperienza.
Un altro testo utile, sempre per i meno esperti, è Scuola di fotografia. Strumenti, tecniche, segreti di Linda Perina, 2011, che fornisce una guida di base, dai fondamenti fino alle tecniche più avanzate, della fotografia digitale. Continua a leggere

L’Irlanda degli autori contemporanei su MLOL

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Quando pensiamo all’Irlanda subito ci vengono in mente distese di prati verdi, castelli, scogliere a picco sul mare, le sue caratteristiche città: tutti elementi che nel corso del tempo e in vario modo hanno ispirato scrittori di quella terra, da Oscar Wilde a Samuel Beckett, da James Joyce a Jonathan Swift.
I paesaggi mozzafiato della verde Irlanda invece sono per lo più assenti nelle opere dell’ultima generazione di autori irlandesi, che hanno dato voce alle vicende socio-politiche del loro paese, alle lotte per l’indipendenza e al disagio sociale, soprattutto giovanile. Continua a leggere

Alternative facts, libertà di pensiero e distopie

Dopo l’elezione dell’attuale presidente degli Stati Uniti, nelle librerie americane, sia tradizionali che online, si è verificato un inatteso ed esponenziale incremento delle vendite di 1984 romanzo distopico di George Orwelltanto che la Penguin, per rispondere alla domanda crescente, ne ha ordinato la ristampa di 75000 copie.
C’è chi addirittura, presso una libreria di San Francisco, ha pagato 50 copie da regalare a chiunque entrando avesse richiesto quel titolo, o chi per il 4 di aprile ha organizzato proiezioni gratuite (in 90 cinema, 79 città, 34 stati) dell’adattamento cinematografico di 1984 del regista Michael Radford.

Testimone in prima persona delle crudeltà di cui erano stati capaci i regimi totalitari di Spagna e Unione Sovietica pur di accrescere e rinforzare il proprio potere, ma anche dell’abuso del linguaggio e del ruolo della tecnologia nel consentire a governi oppressivi di monitorare e controllare i loro cittadini, George Orwell nel 1949 scrisse 1984: un romanzo politico nato con l’intento di ammonire i lettori della pericolosità di quei regimi e coerente con le sue responsabilità di “scrittore politicamente impegnato”:

Ogni riga di serio lavoro che ho scritto a partire dal 1936 è stata scritta, direttamente o indirettamente, contro il totalitarismo e a favore del socialismo democratico come io lo intendo. Mi sembra assurdo in un’epoca come questa pensare di poter evitare di scrivere di tali argomenti (Perché scrivo in Nel ventre della Balena, Bompiani 2013)

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