Giardini di guerra e di pace

Fiori come nemici e giardini come campi di guerra?

Con il ritorno della bella stagione accade che si risvegli il desiderio, più o meno inconscio, di circondarsi di verde e colori, spesso finendo per acquistare piante dai nomi esotici e dai fiori sgargianti senza sapere nulla di come accudirle e, ancora più di frequente, privi del tempo necessario per farlo.

bertolaIl giardino, per chi l’avesse, diventa così un luogo di battaglia con il verde, ma non per questo meno piacevole, almeno da leggere: Il Giardino Di Guerriglia di Stefania Bertola rivela un intero anno di amorevoli scontri e intricati rapporti con gli abitanti del proprio giardino. Un albicocco che dopo anni ancora non si degna di fruttificare, bulbi impigriti che rifiutano di fare altro che foglie e per questo vengono presi di petto e minacciati a inizio anno, una rosa immortale perennemente infestata da un misterioso verme che le fa meritare il soprannome di Rosa Vampiro, odiosi dente di leone che sopravvivono nonostante la guerra aperta ad essi dichiarata, il tutto condito da consigli discutibili ricevuti da un catalogo ostinato dal quale nessuno compra mai nulla e un lunario poetico quanto inutile.
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Letture on the road con MLOL

L’immagine di una strada aperta è in grado di evocare nitidamente, meglio di qualsiasi altra rappresentazione, uno degli aspetti costituenti dell’identità americana: il mito della libertà di andare ovunque e di diventare chiunque si voglia essere.
A partire dai sentieri aperti dai primi pionieri partiti alla scoperta del selvaggio West e alla conquista dell’ultima frontiera, la strada appare come uno spazio mitico di possibilità, una forma di opportunità e di espansione.
Nella vastità degli Stati Uniti e dei loro spazi aperti, ma anche nello spazio ancora più ampio dell’immaginazione personale, la strada offre nuovi orizzonti a chi si voglia liberare dai limiti sociali e familiari, rappresenta la liberazione o la fuga da sé e dal proprio passato, significa libertà, ribellione e possibilità di reinventarsi.

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Oltre le stelle con MLOL

Cassini ha trascorso vent’anni esplorando lo spazio, da Venere a Saturno passando per Giove, e ci ha spedito fotografie indimenticabili delle sue passeggiate. Cassini è la sonda spaziale che per prima è entrata nell’orbita del lontano Saturno per inviare immagini e dati del pianeta, dei suoi misteriosi anelli, dello spazio così lontano e perfino della Terra vista da lassù, un puntino in mezzo a tanti altri.
La missione Cassini-Huygens (così chiamata per via di una seconda sonda, Huygens, che accompagnava Cassini e che mise addirittura piede su una delle lune di Saturno, Titano) è stata un successo, frutto della collaborazione internazionale tra le agenzie spaziali statunitense (NASA), europea (ESA) e italiana (ASI), e per alcuni astrofisici impiegati alla missione, deve aver significato tutta o gran parte della propria vita lavorativa.
Il 15 settembre 2017, a 20 anni esatti dal suo lancio, la missione Cassini si è conclusa con il tuffo della sonda nell’atmosfera di Saturno: si è deciso di distruggere Cassini proprio a causa delle eccezionali scoperte fatte dalla missione. Le immagini inviate sulla Terra mostrano monti e fiumi di idrocarburi su Titano, e un oceano sotto i ghiacci di un’altra luna, Encelado, che potrebbe ospitare la vita: era necessario evitare che un’eventuale collisione potesse contaminare l’ambiente di questi mondi, e compromettere future scoperte.
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Il demone di mezzogiorno. Depressione: la storia, la scienza, le cure

«La sua verità ti sarà scudo e corazza; non temerai i terrori della notte né la freccia che vola di giorno, la peste che vaga nelle tenebre, lo sterminio dal demone del mezzogiorno»
Salmo 91

Pubblicato nel 2001, vincitore di innumerevoli premi e riconoscimenti e tradotto in 24 lingue, Il demone di mezzogiorno di Andrew Solomon è un libro che coniuga racconto individuale, sensibilità personale e un ottimo livello di divulgazione scientifica su un tema che tocca tantissime persone, ma di cui si parla raramente: la depressione.

Giornalista diviso fra New York e Londra, Solomon pubblica articoli e saggi che attraversano i campi della politica, della cultura e della psicologia. La caratteristica principale del Demone di mezzogiorno si trova però nel fatto che il suo sforzo divulgativo parte in questo caso dal racconto approfondito e privo di pudori della sua esperienza personale della depressione. O per meglio dire, il racconto personale è intessuto nell’intera struttura del libro, rendendone la lettura – nonostante la pesantezza del tema e la lunghezza della trattazione – molto gradevole.
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Per sempre o per molto, molto tempo – Caela Carter

Vorrei tanto poter entrare nel tuo cuore con un aspirapolvere e rassettare tutto per bene. Vorrei poter entrare nel tuo cuore in modo che tu possa sapere che ci sarò sempre, sempre.

Anche quando si cerca di evitare di incasellare un libro dentro specifiche categorie, ci sono comunque casi in cui è impossibile non farlo. Indubbiamente questo è un romanzo che parla di affido e adozione e della difficoltà di trovare un senso alla parola famiglia, ma anche alla propria nascita se non si hanno ricordi specifici al di là di poche immagini confuse. È anche un romanzo su una ragazzina che non riesce ad esprimersi come vorrebbe, che è bravissima con la matematica e con il conforto dei numeri e dei risultati esatti e che è convinta di non essere nata. Ecco, voi invece prendetelo come un viaggio.

I viaggiatori sono Flora e Julian, sorella e fratello separati da un solo anno di età, che – dopo anni passati tra diverse famiglie affidatarie – sono stati adottati da Emily e vivono in una casa dove l’amore di una mamma sarà “per sempre”. Continua a leggere