Un fantasma di nome Burial: inquietudini londinesi e il malinconico suono degli anni Zero

Nel libro Retromania, Simon Reynolds, uno dei più famosi e stimati critici e scrittori musicali attualmente in vita, analizza la musica degli ultimi quindici anni mettendo in evidenza come dopo gli anni ’90 non siano mai emersi movimenti musicali genuinamente nuovi. Il retrofuturismo, la trasposizione al futuro del fantasma di ciò che è stato, è diventato il canone estetico predominante e, seppure in realtà nella storia della musica tutte le nuove correnti siano sempre state fino a un certo grado dei rimescolamenti di quanto già sentito, mai come negli ultimi anni la rielaborazione e la riproposizione sistematica di quanto già creato è diventato il modo di fare più diffuso, con dinamiche simili sia all’interno del mondo mainstream che in quello DIY (Do It Yourself).

L’analisi di Reynolds, per quanto spietata, è difficilmente contestabile: viviamo nell’epoca del “tutto e subito”, con possibilità praticamente illimitate di conoscere e ascoltare qualsiasi cosa venga pubblicata o condivisa, ma difficilmente riusciremo nuovamente a sentire quella musica “che ti cambia la vita” come è potuto succedere nelle decadi passate.  Continua a leggere

Alzare i pugni al cielo come antenne per il paradiso: la musica strumentale dei Godspeed You! Black Emperor

Non è raro, di questi tempi, imbattersi in grandi musicisti che, dopo anni di pausa, decidono di incrociare nuovamente gli strumenti: il “fenomeno” della reunion, in quest’ultimo decennio, è diventato quasi una prassi consolidata. In diversi casi, i risultati prodotti sono stati all’altezza delle aspettative, in molti altri il livello della proposta è andato calando rapidamente.

Oggi, su BiblioMediaBlog, vogliamo parlarvi di uno dei progetti più affascinanti nati negli anni ’90 e ritornato in scena dopo lungo tempo, ovvero i Godspeed You! Black Emperor – il punto esclamativo si è spostato all’indietro lungo il nome della band, più o meno ai tempi dell’ultimo album, prima dello scioglimento temporaneo. Il collettivo canadese, infatti, ha ripreso la propria attività discografica all’inizio del decennio in corso, pubblicando due album notevolissimi; ciò di cui vi racconteremo oggi è però la prima fase della band, quella che davvero ha contribuito a scrivere la storia della musica degli ultimi vent’anni (gli album presenti in free download su MLOL infatti appartengono a questo primo periodo)

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Alternativi italiani: dal cantautorato al jazz noise, altri 7 album in free download

Il viaggio nella musica alternativa italiana, iniziato a maggio dello scorso anno con questo post e proseguito qui a dicembre, continua! Sono tantissimi gli album disponibili su Freegal Music, e messi a disposizione degli utenti delle biblioteche grazie al servizio MP3 download di MLOL: questa settimana vi proponiamo 7 album che spaziano tra diversi generi e che sono rappresentativi di ciò che di bello e interessante accade nella scena musicale italiana al di fuori dei circuiti mainstream.

Brunori Sas – Vol. 3 – Il cammino di Santiago in taxi (2014)

brunori_sas_vol3_highCantautore cosentino classe 1977, Dario Brunori pubblica il suo primo album solista nel 2009 (Vol.1), seguito nel 2011 da Vol.2 – Poveri Cristi, e si impone subito all’attenzione del pubblico e della critica, che lo acclama come nuova promessa della canzone italiana d’autore tributandogli sia il Premio Ciampi sia la Targa Tenco come miglior esordiente. Nel terzo disco prosegue il suo racconto, a metà tra riflessione esistenziale, ironica e nostalgica, e fotografia caustica della realtà che ci circonda. Il lavoro sul suono e gli arrangiamenti, fatto insieme al produttore Taketo Gohara, dà un valore aggiunto a questo ultimo album, che potete trovare in free download su MLOL insieme ai primi due. Continua a leggere

1989-1994: cinque anni di grande musica britannica su MLOL

Tra la fine degli anni Ottanta e la prima metà degli anni Novanta, praticamente in contemporanea alla stagione rabbiosa del grunge e delle band di Seattle, il pop britannico vive una stagione indimenticabile, che getterà le basi per quasi tutto quello che verrà in seguito. Non stiamo parlando ancora di britpop e delle conseguenti derive modaiole che tra il 1995 e il 1996 – gli anni d’oro del genere, commercialmente parlando – trascenderanno spesso la qualità della musica, ma di pietre miliari che nel corso degli anni influenzeranno schiere di musicisti e la cultura popolare stessa. L’omonimo degli Stone Roses, Screamadelica dei Primal Scream, Definitely Maybe degli Oasis: ve ne parliamo oggi su BiblioMediaBlog, li trovate da scaricare per intero su MLOL.

Stone Roses – Stone Roses (1989)

thestonerosesCominciamo da qui, da uno degli album pop più belli di ogni tempo: il movimento Madchester, la psichedelia, la dance, le buone – buonissime – vibrazioni della seconda Summer Of Love. L’omonimo Stone Roses sarà di fatto l’esordio sulla lunga distanza della band e anche il suo epitaffio; il pur non disastroso Second Coming arriverà dopo cinque anni di tour e beghe legali e sarà tutt’altra cosa, privo della poesia che aveva fatto del quartetto un caso unico. La copertina cita Jackson Pollock, le chitarre di John Squire regalano squarci celesti di puro jangle pop e la sezione ritmica di Mani (bassista che ritroveremo nei Primal Scream) e Reni macina groove ballabilissimi, su cui si adagia soffice la voce di Ian Brown.  Continua a leggere

Moby Dick: film, musica, ebook e audiolibri

Sono poche le persone che non sanno chi sia Moby Dick, l’enorme balena bianca cacciata dal capitano Achab nell’omonimo romanzo di Herman Melville. E non c’è da stupirsi, visto che la trama del romanzo, considerato un capolavoro della letteratura mondiale, ha ispirato diversi film: da Moby Dick il mostro Bianco del 1930, a Moby Dick, la balena bianca del 1956, diretto da John Houston e interpretato da  Gregory Peck, per finire con 2010: Moby Dick, adattamento in chiave moderna per la regia di Trey Stokes.

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