Patrimonio culturale e turismo di massa

Il patrimonio culturale del nostro Paese è una risorsa inestimabile per tutta l’umanità. Sempre più spesso, tuttavia, si sente parlare dei beni culturali come del “petrolio d’Italia”, con la tendenza a favorire forme di sfruttamento economico avventate e spregiudicate. Se, da una parte, l’aumento del numero dei visitatori nelle città d’arte può essere letto come un segnale positivo, dall’altra non si può negare che il turismo di massa porti con sé il rischio di una progressiva omologazione nelle forme di “consumo” dei beni artistici e paesaggistici, tanto che le regole del marketing potrebbero alla fine prevalere sulla tutela sia delle singole opere che del contesto storico-culturale entro il quale esse si collocano.

Negli ultimi anni sono stati pubblicati diversi saggi dedicati a questi temi, con un approccio critico – e talvolta apertamente polemico – che può essere di stimolo a una più approfondita riflessione. Tra gli autori che più si sono impegnati su questo fronte troviamo Tomaso Montanari e Salvatore Settis, entrambi ben rappresentati nella collezione di e-book disponibile su MLOL.

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Andare per musei, anche da casa

In questa torrida estate, diciamolo: le vacanze in posti lontani non sono alla portata di tutti, specie se il desiderio sarebbe quello di visitare città che ospitano grandi musei di rilevanza internazionale, e non parliamo del passare una notte al museo!
Per fortuna la rete viene in nostro soccorso fornendoci un caleidoscopio di siti, raccolte di immagini e digitalizzazioni di libri d’arte che possono almeno in parte (ma a volte ‘’davvero da vicino’’) farci godere di tanta lontana bellezza.
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Libri d’arte in MLOL: le pubblicazioni del Metropolitan Museum di New York

Image-Metropolitan Museum of Art entrance NYC NY

Metropolitan Museum of Art entrance – CC BY-SA 3.0 – via Wikimedia Commons

Il Metropolitan Museum of Art fu fondato il 13 aprile 1870

allo scopo di istituire e mantenere nella città di New York un Museo e una biblioteca d’arte, di incoraggiare e sviluppare lo studio delle belle arti, nonché l’applicazione delle arti all’industria manifatturiera e alla vita pratica, di far avanzare la conoscenza generale delle materie affini e, a tal fine, di provvedere all’istruzione del popolo.

Questa dichiarazione d’intenti ha guidato il museo per più di 140 anni, ed è stata confermata dai suoi amministratori fiduciari il 13 gennaio 2015, con l’aggiunta di questa postilla:  Continua a leggere