Peirani e la sua fisarmonica jazz

Vincent Peirani, fisarmonicista di talento nato a Nizza nel 1980, si è imposto alla critica nel 2003 a soli 23 anni, vincendo il Concours nationale de Jazz de la Défence a Parigi, competizione rivolta ai musicisti francesi emergenti e considerata fra le più appetibili dai giovani artisti, dato che ai vincitori della kermesse vengono riservate rilevanti opportunità di lancio nel mondo discografico jazzistico.
In realtà, la storia artistica e musicale di Vincent prende avvio molto tempo prima con lo studio della musica classica, cui approda a 12 anni, su esortazione del padre, venendo ammesso al Conservatorio di Nizza nella classe di clarinetto. Contemporaneamente studia la fisarmonica classica, strumento che infine prevale nel suo interesse artistico trasformandosi in una vera e propria passione, gratificata tra l’altro da prestigiosi premi internazionali come quelli di Klingenthal in Germania, di Reinach in Svizzera, di Castelfidardo e di Cassino in Italia, rinomati centri di produzione di fisarmoniche. Grazie a questi riconoscimenti, si fa strada e si esibisce in concerto in occasione di eventi musicali come i Festival di Bayreuth, di Salisburgo, Vienna e Stoccolma.
Deutsches Jazzfestival 2015 - Duo Belle Epoque - Vincent Peirani - 02
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Nati per la Musica e MLOL

Nati per la musica è il programma nazionale che si propone di informare i genitori sull’importanza della musica per lo sviluppo del bambino, in particolar modo nei primi anni di vita, dalla gravidanza ai sei anni.

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Sul sito ufficiale, ricco di informazioni utili a genitori ed educatori, leggiamo:

Le ricerche scientifiche dimostrano che i primi anni di vita sono fondamentali per un ottimale sviluppo complessivo delle bambine e dei bambini. La musica è una buona pratica che, se attuata precocemente e con continuità, sostiene la crescita dei bambini, sui piani cognitivo, emozionale, relazionale e del linguaggio.

Dal punto di vista cognitivo, la musica aiuta il bambino a sviluppare proprie capacità di ascolto e osservazione, ad accrescere la propria immaginazione e creatività, ad aumentare le capacità di concentrazione e attenzione e ad esercitare la memoria.

A livello relazionale ascoltare e fare musica in famiglia, giocando con la voce, con gli oggetti quotidiani che producono suoni, cantare filastrocche e inventarne di nuove rafforza il legame affettivo tra adulto e bambino ed è fonte di benessere. Il bambino impara ad ascoltare se stesso e gli altri, ad esprimere le sue idee ed emozioni in maniera disinvolta e sicura.

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Il Natale e la sua tradizione musicale

MediaLibrary è sicuramente uno scrigno ricchissimo dal quale pescare dischi e colonne sonore natalizie per tutti i gusti. Vi proponiamo l’ascolto di alcune opere presenti nella banca dati Naxos, da ascoltare in streaming nei momenti di raccoglimento di questo periodo e per allietare le occasioni di gioia e di festa del Natale. Non c’è Natale senza musica, una delle feste religiose più celebrate da canti e composizioni di ogni genere, in diversi paesi e culture!

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Le Variazioni Goldberg: Glenn Gould, un interprete speciale

“L’opera è stata concepita come un’architettura modulare di 32 brani, disposti seguendo schemi matematici e simmetrie che le conferiscono tanta coesione e continuità da non avere eguali nella storia della musica. Insieme all’Arte della fuga può essere considerata il vertice delle sperimentazioni di Bach nella creazione di musica per strumenti a tastiera, sia dal punto di vista tecnico-esecutivo, sia per lo stile che combina insieme ricerche di alto livello musicali e matematiche.”
Variazioni Goldberg, Wikipedia (in data 30 ottobre 2014)

Goldberg-titlepageAnche se non si è degli appassionati di musica classica è difficile non aver mai sentito l’aria attorno alla quale sono costruite le Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach, opera composta – originariamente per clavicembalo – fra il 1741 e il 1745 e pubblicata a Norimberga dall’editore Balthasar Schmid (qui a fianco il frontespizio originale).

Un’opera complessa e affascinante come questa non poteva non incontrare l’interesse di migliaia di esecutori nei secoli successivi. Nel corso del Novecento, uno in particolare ha associato indissolubilmente il proprio nome a quest’opera, Glenn Gould, autore di genio e interprete acclamato di Bach, così come di altri classici come Beethoven, Mozart e dell’opera degli autori per pianoforte del XX secolo. Continua a leggere