Cary Grant e la guerra dei sessi, secondo Howard Hawks

Ah, tu hai un’idea all’antica del divorzio, come se fosse eterno, fino a che morte non vi riunisca. Oggi però il divorzio non vuol dire più niente, Hildy, sono 2 parole dette da un giudice distratto.
“His Girl Friday”

Howard Hawks 2Forse il nome di Howard Hawks (1896-1977) non dice molto ai più, ma in realtà è stato uno dei più grandi, prolifici ed eclettici registi dell’epoca d’oro di Hollywood. A lui dobbiamo classici del western come Un dollaro d’onore, capolavori noir come Il grande sonno, o commedie musicali come Gli uomini preferiscono le bionde (tanto per citarne solo alcuni – ma i film di cui ha firmato la regia sono una cinquantina, molti dei quali sono entrati a pieno diritto nella storia del cinema). Paradossalmente, fu proprio la sua straordinaria capacità di muoversi all’interno dei generi più diversi a farlo considerare – per molti anni – nulla più che uno dei tanti bravi “artigiani” della Hollywood classica, e venne rivalutato solo alla fine degli anni ‘50 dai critici dei Cahiers du cinéma. Continua a leggere

Storia del cinema: le banche dati italiane su MLOL

CinematographeProjectionLe cinématographe, brevettato dai fratelli Lumière il 13 febbraio 1895, segna la nascita della settima arte: il cinema. La prima pellicola girata fu La sortie des usines Lumière (L’uscita dalle officine Lumière). Nel 1896 i fratelli Lumière visitarono Londra e New York, proiettando L’arrivée d’un train en gare de La Ciotat (L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat), Le Repas de bébé (La colazione del bimbo) e il primo esempio di commedia L’arroseur arrosé (L’innaffiatore annaffiato) tutti disponibili su Internet Archive e raccolti in MediaLibraryContinua a leggere

I capolavori del muto di Ernst Lubitsch su MLOL

Ernst Lubitsch, nato a Berlino nel 1892, è stato uno dei più grandi registi di commedie degli anni Ernst_Lubitsch_and_wife (4)Trenta e Quaranta, ed è rimasto famoso per il suo “tocco” (il Lubitsch touch) che ha segnato un’epoca del grande cinema Hollywoodiano. Dopo aver iniziato la sua carriera in Germania, fu chiamato a Hollywood nel 1923 dall’attrice e produttrice Mary Pickford: non rientra quindi nel folto gruppo di registi tedeschi che sbarcarono negli Stati Uniti alla fine degli anni Trenta in fuga dalla Germania nazista, e tuttavia non ritornò mai più nella sua madrepatria, alla quale non poté mai perdonare il nazismo e la persecuzione degli ebrei.

Ma che cos’è il famoso tocco alla Lubitsch che rese così irripetibili i suoi film? Ecco come prova a spiegarlo Billy Wilder, uno dei suoi discepoli più famosi e a sua volta maestro nella commedia, che fu suo collaboratore a partire dal 1938:

Lubitsch aveva capito benissimo che bastava dire “due più due” senza bisogno di aggiungere “quattro”, perché il pubblico avrebbe tirato le somme da solo. Lasciava fare tutto agli spettatori, o quasi. Lui costruiva una situazione basandola su un accenno, un’allusione, e poi aspettava le risate. (Cameron Crowe, Conversazioni con Billy Wilder, p. 19)

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