Attraversare i muri, con Marina Abramović

A volte vengono pubblicate biografie – o autobiografie, come in questo caso – che riescono ad avvicinarci a mondi che non avremmo altrimenti mai pensato di frequentare. A volte si tratta di mondi che possono sembrare, a un primo sguardo, difficili, troppo intellettuali, quasi “esotici”. Molte persone hanno questa sensazione rispetto all’arte contemporanea, coi suoi linguaggi spesso ostici. Ancora di più, rispetto a una delle sue forme più estreme e meno conosciute dal grande pubblico: la performance, il mezzo proprio dell’arte performativa.
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Una collezione di mappe storiche

È appena arrivata tra le Risorse Open di MLOL una serie di 150 mappe e carte geografiche storiche, che la Biblioteca comunale di Trento ha digitalizzato e reso disponibili su Wikimedia Commons, la più grande raccolta al mondo di immagini e altri file multimediali liberamente disponibili anche per essere riutilizzati.
Prospect und Grund-riss der Kayserl. Residenz-Stadt Wien mit negst anligender Gegend und neuen Linien umb die Vorstädt - CBT 5877994

Le carte digitalizzate sono raccolte nell’Atlantis Magni Tomus Tertius, uno dei cinque volumi di cui consiste l’intera collezione, per un totale di 665 tra carte geografiche e altre incisioni. Continua a leggere

Alla scoperta di Vincent van Gogh con MLOL

Il 7 ottobre 2017 apre a Vicenza la mostra Van Gogh. Tra il grano e il cielo. Attraverso 46 dipinti e 86 disegni dell’artista provenienti dal Kröller-Müller Museum, la mostra ricostruisce la vita di Vincent van Gogh, a partire dagli anni olandesi fino al luglio del 1890 quando morì in Francia, in un percorso basato sulla sua corrispondenza privata, in particolare sulle lettere al fratello Theo

Sempre ad ottobre arriva in Italia – proiettato solo in tre date, 16, 17 e 18 –  Loving Vincent,  il primo film di animazione interamente dipinto su tela, basato sui quadri del grande pittore olandese e realizzato da Hugh Welchman e Sean BobittAl film hanno lavorato, per ben quattro anni, 125 artisti provenienti da tutto il mondo, impegnati in un’impresa grandiosa: basti pensare che ogni singolo fotogramma del film (sono 65.000) è dipinto a mano e ogni suo secondo contiene almeno 12 tele. Continua a leggere

Il demone di mezzogiorno. Depressione: la storia, la scienza, le cure

«La sua verità ti sarà scudo e corazza; non temerai i terrori della notte né la freccia che vola di giorno, la peste che vaga nelle tenebre, lo sterminio dal demone del mezzogiorno»
Salmo 91

Pubblicato nel 2001, vincitore di innumerevoli premi e riconoscimenti e tradotto in 24 lingue, Il demone di mezzogiorno di Andrew Solomon è un libro che coniuga racconto individuale, sensibilità personale e un ottimo livello di divulgazione scientifica su un tema che tocca tantissime persone, ma di cui si parla raramente: la depressione.

Giornalista diviso fra New York e Londra, Solomon pubblica articoli e saggi che attraversano i campi della politica, della cultura e della psicologia. La caratteristica principale del Demone di mezzogiorno si trova però nel fatto che il suo sforzo divulgativo parte in questo caso dal racconto approfondito e privo di pudori della sua esperienza personale della depressione. O per meglio dire, il racconto personale è intessuto nell’intera struttura del libro, rendendone la lettura – nonostante la pesantezza del tema e la lunghezza della trattazione – molto gradevole.
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Storie stupefacenti su MLOL

Edgar Allan Poe può essere giustamente considerato il padre della “scientifiction”. Fu lui a dare origine al genere, intrecciando sapientemente elementi romanzeschi e scientifici. Jules Verne, con i suoi stupefacenti romanzi, anch’essi sapientemente intessuti di elementi scientifici, lo seguì. Poco più tardi arrivò H.G. Wells le cui storie di “scientifiction”, come quelle dei predecessori, sono divenute famose e immortali

Queste le parole che Hugo Gernsback, fondatore del Pulp Magazine Amazing Stories, affidò al suo editoriale del primo numero della rivista, non solo coniando il termine “scientifiction” che da lì in poi avrebbe indicato il genere (evolvendosi in science fiction e in sci-fi) ma anche delineando chiaramente la sua visione.

Era l’aprile del 1926 e Gernsback (che aveva l’ambizione di rinnovare il panorama dell’editoria americana) dava il via alla prima e più longeva rivista in lingua inglese, erede dei Dime Novels, dedicata alla storie di fantascienza, a storie stupefacenti, intessute di fatti scientifici e visioni profetiche come quelle di Poe, Verne e Wells.

Edgard Allan Poe era stato non solo un autore di racconti brevi, la forma preferita dagli autori della futura fantascienza, ma aveva anche attraversato i temi dell’ignoto e dell’infinito, si era occupato di alterazioni dello stato di coscienza, di realtà alternative, di viaggi sulla luna e della fine del mondo. Continua a leggere