Louise O’Neill: corpi espropriati

The Guardian ha definito Louise O’Neill, giovane scrittrice irlandese, “il migliore autore di oggi per giovani adulti”. Per la sicurezza e l’incisività con cui parla delle donne, del ruolo che la società riserva loro, con cui affronta temi femministi ancora purtroppo attualissimi, senza proclami o dichiarazioni ma solo con la forza della sua parola tagliente, viene spesso paragonata a Margaret Atwood, autrice de Il racconto dell’ancella.

Al centro dei suoi romanzi, popolati da ragazze e giovani donne, è il tema dell’espropriazione del corpo, curato e monitorato in maniera ossessiva in Solo per sempre tua, preso, usato, esposto pubblicamente in Te la sei cercata.

Solo per sempre tua, pubblicato in Italia da Il castoro, è ambientato in un mondo distopico. Mentre racconta l’amicizia fra due ragazze ⎯ freida e isabel, senza lettera maiuscola come tutti i nomi di cose ⎯ ci parla delle loro ossessioni per l’aspetto, il peso, l’alimentazione, il cibo e i ragazzi.
freida e isabel vivono in un mondo futuro dove le donne nascono esclusivamente in laboratorio e sono allevate allo scopo di diventare mogli belle, buone e perfette. Le “eve” frequentano la Scuola, gestita dalle “caste”, dove ogni lunedi mattina si sottopongono alla valutazione del loro aspetto muovendosi in un mondo di pillole e specchi, guidate dall’ossessivo desiderio di primeggiare. Le eve devono essere belle, ma soprattutto, non devono pensare, «casta-ruth dice che pensare troppo porta via la bellezza. Nessun uomo vorrà mai una compagna che pensa troppo».

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L’America sotto esame: Ray Bradbury e la fantascienza reale

Quando si parla di Ray Bradbury e del genere fantascientifico americano non si può non fare riferimento ai suoi due capolavori per i quali è noto in tutto il mondo: Fahrenheit 451 e Cronache marziane. L’elogio alla lettura e alla riflessione critica del primo e la messa a nudo della paure della società americana degli anni Cinquanta hanno valore ancora oggi in una società dominata dalla postverità e da una fiducia assoluta nella tecnologia digitale.

Bradbury, però, non è stato solo questo.

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Donne e uomini, bambine e bambini

Dopo il grande successo editoriale riscosso nel 2017 da Storie della buonanotte per bambine ribelli delle italiane Elena Favilli e Francesca Cavallo, che raccogliendo 100 storie illustrate ha raccontato alle bambine e ai bambini le vite di personaggi tutti femminili come Rita Levi MontalciniMargherita Hack, Frida Kalo, Serena Williams e Michelle Obama, non sarà difficile trovare genitori (ma non solo) interessati alla lettura del libro, di recente tradotto in italiano, Come crescere bambine ribelli & bambini illuminati.vale-ralfs Continua a leggere

La Rivoluzione russa: pillole di lettura

Gli anniversari sono un’ottima occasione per valorizzare pubblicazioni editoriali a tema che incoraggiano la lettura (o rilettura) in chiave critica di opere ispirate a importanti avvenimenti storici.
In questi ultimi anni si sono succedute diverse ricorrenze di rilievo: la commemorazione della Prima guerra mondiale, il centenario della Rivoluzione russa e, ultimi in ordine di tempo, i 200 anni dalla nascita di Karl Marx e i 50 anni dal Sessantotto. L’offerta editoriale è sterminata e offre diversi filoni di approfondimento, a seconda che si privilegi l’aspetto propriamente storico o gli influssi diretti e indiretti sulla narrativa. Accanto a opere famose è possibile trovare, sugli scaffali di librerie e biblioteche, anche opere generalmente poco esposte alla luce dei riflettori.

Partendo dalla Rivoluzione bolscevica, proveremo a tracciare un rapido excursus di opere letterarie che si ispirano in vario modo a questa pagina di storia.

Lo scrittore polacco di lingua yiddish Israel Joshua Singer, fratello maggiore del premio Nobel Isaac Bashevis, scrisse nel 1927 un avvincente romanzo che è stato pubblicato in edizione italiana da Adelphi nel 2016 con il titolo Acciaio contro acciaio.
Il giovane ebreo polacco Binyamin Lerner, dopo nove mesi trascorsi sul fronte galiziano nella fanteria dello zar, si imbosca come disertore e si rifugia a Varsavia. Siamo all’inizio della Prima guerra mondiale: la Polonia, terra di eterne contese, è rimasta fino a quel momento sotto il dominio dei russi, ma l’esercito tedesco avanza rapidamente e in breve occupa i territori attorno alla Vistola. I polacchi sono confusi, cercano impiego come operai presso l’esercito dei nuovi occupanti, ma la situazione è drammatica. Continua a leggere