Camille Claudel: la passione per la scultura

Camille ClaudelLa vita intensa e sfortunata della scultrice francese Camille Claudel è l’oggetto della bella biografia scritta dalla studiosa Odile Ayral-Clause e pubblicata in traduzione italiana da Castelvecchi.

Questo eccellente lavoro rivela i segreti della complessa arte della scultura e pone l’accento su quanto fosse complicato, per una donna, dedicarsi a tale attività nell’Ottocento.

Sfidare il buon senso – scrive l’autrice – è nella natura stessa della scultura: è un’arte faticosa, sporca e costosa. Per le donne era incomparabilmente più dura, a cominciare da particolari banali quali i capi di abbigliamento consentiti: le artiste che, per ragioni di comodità, avessero voluto vestirsi da uomo dovevano ricevere il permesso dal prefetto della Polizia. Le scultrici si trovavano quindi a portare materiali pesanti e ad arrampicarsi sulle scale con i lunghi abiti che strisciavano sul pavimento e s’impigliavano ovunque.
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Geometrie open: l’arte islamica su MLOL

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Kasbah Telouet, David Wade ©

Secondo Wikipedia,

l’espressione arte islamica o arti islamiche comprende le arti prodotte a partire dall’Egira (622 dell’era cristiana) fino al XIX secolo da artisti (non necessariamente musulmani), che hanno vissuto in territori culturalmente legati alla religione dell’Islam. Essa riguarda ambiti assai vari, dall’architettura alla calligrafia, dalla pittura all’arte ceramica, ecc.

Inizialmente l’arte islamica si è ispirata a quella bizantina, a quella romana, a quella paleocristiana, a quella persiana ed a quella cinese. Fin dall’inizio l’arte islamica pratica l’astrazione e la stilizzazione delle forme che appartengono agli esseri viventi, sforzandosi di descrivere i valori spirituali dell’uomo; evita il naturalismo, che include nella tradizione occidentale l’uso dello spazio tridimensionale, della prospettiva e della modellistica della figura umana in luci e ombre.
Fonte: Arte islamica

Tra le risorse open recentemente entrate a far parte delle collezioni MLOL, Pattern in Islamic Art si segnala fra le risorse iconografiche per l’ampiezza e la gradevolezza della consultazione: il portale fornisce l’accesso a un ingente numero di fotografie scattate in diversi luoghi e musei del mondo, a testimonianza della varietà dell’arte islamica e della sua specifica attenzione al pattern geometrico, così come lo si incontra nell’architettura, nella ceramica, nei tessili e su molti altri tipi di supporto. Alle fotografie si aggiunge poi una selezione di digitalizzazioni di opere sul tema.
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Louise O’Neill: corpi espropriati

The Guardian ha definito Louise O’Neill, giovane scrittrice irlandese, “il migliore autore di oggi per giovani adulti”. Per la sicurezza e l’incisività con cui parla delle donne, del ruolo che la società riserva loro, con cui affronta temi femministi ancora purtroppo attualissimi, senza proclami o dichiarazioni ma solo con la forza della sua parola tagliente, viene spesso paragonata a Margaret Atwood, autrice de Il racconto dell’ancella.

Al centro dei suoi romanzi, popolati da ragazze e giovani donne, è il tema dell’espropriazione del corpo, curato e monitorato in maniera ossessiva in Solo per sempre tua, preso, usato, esposto pubblicamente in Te la sei cercata.

Solo per sempre tua, pubblicato in Italia da Il castoro, è ambientato in un mondo distopico. Mentre racconta l’amicizia fra due ragazze ⎯ freida e isabel, senza lettera maiuscola come tutti i nomi di cose ⎯ ci parla delle loro ossessioni per l’aspetto, il peso, l’alimentazione, il cibo e i ragazzi.
freida e isabel vivono in un mondo futuro dove le donne nascono esclusivamente in laboratorio e sono allevate allo scopo di diventare mogli belle, buone e perfette. Le “eve” frequentano la Scuola, gestita dalle “caste”, dove ogni lunedi mattina si sottopongono alla valutazione del loro aspetto muovendosi in un mondo di pillole e specchi, guidate dall’ossessivo desiderio di primeggiare. Le eve devono essere belle, ma soprattutto, non devono pensare, «casta-ruth dice che pensare troppo porta via la bellezza. Nessun uomo vorrà mai una compagna che pensa troppo».

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